Nelle Marche l’autotrasporto paga due volte: per l’aumento del costo del gasolio e per le carenze infrastrutturali che allungano i tempi di percorrenza, aumentano i consumi e rendono più costoso il trasporto delle merci. È da questa doppia emergenza che parte la richiesta della Filt Cgil Marche di aprire una vera vertenza territoriale sulla logistica, mettendo insieme sostenibilità economica del settore, investimenti e condizioni di lavoro.

Per il sindacato, non basta intervenire sul prezzo dei carburanti senza affrontare i problemi della rete stradale e dei collegamenti. Deviazioni, rallentamenti e attese legati ai cantieri si traducono in costi aggiuntivi per le imprese e in una maggiore pressione sulle lavoratrici e sui lavoratori, chiamati a tempi di consegna sempre più difficili da rispettare.

La questione riguarda la competitività dell’intero sistema produttivo regionale, ma anche la qualità dell’occupazione. La Filt Cgil chiede che le inefficienze infrastrutturali non ricadano sul personale, attraverso la compressione dei salari e dei diritti o il mancato rispetto dei tempi di guida e di riposo.

Porto di Ancona, collegamenti da completare

Uno dei nodi strategici è rappresentato dai collegamenti tra l’uscita del porto di Ancona, Torrette, la strada statale 16 e la direttrice verso l’aeroporto delle Marche. Il collegamento diretto tra lo scalo portuale e la viabilità nazionale è un’opera importante per rendere più efficiente la movimentazione delle merci, ma occorre garantire una gestione dei cantieri che limiti le ricadute sulla circolazione.

La Filt Cgil Marche chiede alle istituzioni competenti di fare il punto sullo stato degli interventi, sui tempi di completamento e sulle soluzioni necessarie per assicurare una viabilità adeguata al trasporto commerciale. Servono programmazione e informazioni tempestive, oltre a percorsi alternativi compatibili con le esigenze dei mezzi pesanti.

Salaria e galleria di Trisungo, servono garanzie sul cantiere

L’altra criticità riguarda il Piceno, in particolare la variante della strada statale 4 Salaria in località Trisungo, nel comune di Arquata del Tronto. Nell’aprile 2026, le difficoltà economiche e operative del cantiere della galleria avevano fatto temere un’interruzione dei lavori e il ricorso alla cassa integrazione per gli operai. In quell’occasione, Anas aveva dichiarato di essere al lavoro per scongiurare il fermo.

Per la Filt Cgil Marche, non sono sufficienti rassicurazioni temporanee. Occorrono certezze sulle risorse disponibili, sulla continuità delle attività e sui tempi effettivi di completamento dell’opera. Il sindacato chiede un aggiornamento puntuale sullo stato del cantiere e un cronoprogramma verificabile, affinché non si ripetano interruzioni e ritardi.

La Salaria è un collegamento essenziale per il Piceno e per le relazioni tra Marche, Umbria e Lazio. Il protrarsi delle criticità penalizza cittadini, attività produttive e trasporto merci, aggravando le difficoltà di territori che hanno bisogno di infrastrutture sicure ed efficienti.

La continuità dei lavori deve essere accompagnata dalla tutela dell’occupazione e dalla sicurezza di chi opera nei cantieri. Per il sindacato, sviluppo infrastrutturale e qualità del lavoro non possono essere obiettivi separati.

Carburanti, infrastrutture e diritti: le richieste del sindacato

La Filt Cgil Marche chiede misure urgenti contro il caro carburanti, per evitare che l’aumento dei costi comprometta la sostenibilità economica del trasporto merci e metta a rischio l’occupazione. Sul fronte delle infrastrutture, indica la necessità di cronoprogrammi pubblici, aggiornamenti sullo stato di avanzamento delle opere e una gestione dei cantieri capace di ridurre i disagi per la circolazione.

Tra le priorità c’è anche un piano regionale per la logistica che integri il porto di Ancona, la rete stradale, l’aeroporto e i collegamenti con le aree produttive e interne. Un progetto che, secondo il sindacato, richiede un confronto stabile con la Regione Marche, il governo, Anas e tutti i soggetti competenti, per individuare responsabilità, risorse e scadenze verificabili.

Al centro resta la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori: rispetto dei contratti, dei tempi di guida e di riposo, della salute e della sicurezza. Il caro gasolio non può diventare un pretesto per ridurre salari e diritti, così come i ritardi delle opere non possono trasformarsi in una condizione permanente.