Due protocolli per governare le trasformazioni aziendali, tutelare l’occupazione e stabilire regole sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale. È il risultato dell’intesa raggiunta il 28 ottobre a Roma tra la direzione di Merck Serono e le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, con l’assistenza di Unindustria e Farmindustria. Gli accordi riguardano il programma di trasformazione organizzativa “Focus 30” e l’introduzione dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali.

Per i sindacati, la firma rappresenta un punto di partenza: le regole generali dovranno ora tradursi in accordi concreti nei singoli siti, attraverso il confronto con le rappresentanze sindacali.

Focus 30, ricambio generazionale e occupazione

Il programma “Focus 30” nasce dalla necessità dichiarata dall’azienda di adeguare la propria organizzazione ai cambiamenti del mercato globale. La trasformazione, tuttavia, non può essere affrontata considerando soltanto l’efficienza e i risultati economici. Al centro del confronto sindacale ci sono anche la salvaguardia dei posti di lavoro, la valorizzazione delle professionalità esistenti e le opportunità per le nuove generazioni.

Il protocollo stabilisce una cornice comune, rinviando ai singoli stabilimenti la definizione delle misure operative. Sono previsti tavoli periodici dedicati, nei quali affrontare gli effetti delle trasformazioni organizzative e individuare le soluzioni più adatte alle diverse realtà aziendali.

Tra gli impegni concordati c’è la possibilità, dove le esigenze organizzative lo consentano, di favorire l’ingresso di nuove risorse e la stabilizzazione dei rapporti di lavoro. Un passaggio importante per evitare che la riorganizzazione disperda competenze professionali costruite nel tempo e per sostenere il ricambio generazionale.

Pensionamenti anticipati, adesione volontaria

Per accompagnare eventuali cambiamenti negli organici, l’intesa introduce la possibilità di ricorrere all’isopensione nel biennio 2027-28. Si tratta di uno strumento che consente, in presenza dei requisiti previsti dalla legge e delle necessarie condizioni aziendali, di accompagnare alla pensione i lavoratori più vicini al traguardo previdenziale.

La platea potenziale comprende chi maturerà i requisiti pensionistici entro un massimo di quattro anni. L’eventuale utilizzo dello strumento dovrà essere disciplinato da specifici accordi sindacali nei singoli siti, da definire nelle prossime settimane. La partecipazione sarà esclusivamente volontaria, subordinata alla valutazione delle esigenze organizzative e accompagnata da un supporto informativo e tecnico per i lavoratori interessati.

La riorganizzazione dovrà inoltre essere sostenuta da percorsi di formazione per aggiornare le competenze già possedute e acquisirne di nuove. L’obiettivo è consentire alle persone di affrontare i cambiamenti, favorire la mobilità interna e aprire nuove opportunità professionali, anziché trasformare l’evoluzione tecnologica in un fattore di esclusione.

Intelligenza artificiale, le decisioni restano alle persone

Il secondo protocollo affronta una questione sempre più rilevante nel mondo del lavoro: l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. L’accordo stabilisce che queste tecnologie debbano essere uno strumento di supporto alle attività umane, non un sostituto della responsabilità delle persone.

Le decisioni che incidono in modo significativo sull’organizzazione, sulle mansioni e sul rapporto di lavoro dovranno restare affidate alla valutazione umana. Gli strumenti di intelligenza artificiale non potranno essere l’unico elemento utilizzato per giudicare le prestazioni, assegnare premi, decidere avanzamenti di carriera o adottare provvedimenti disciplinari.

Il protocollo introduce anche garanzie sulla trasparenza. Lavoratrici e lavoratori avranno diritto ad accedere ai dati che li riguardano, a ricevere spiegazioni comprensibili sul loro utilizzo e a chiedere la correzione di eventuali errori. Viene inoltre ribadito il divieto di ricorrere all’intelligenza artificiale per forme di controllo occulto o sproporzionato, nel rispetto delle tutele previste dallo Statuto dei lavoratori.

Informazione preventiva e formazione continua

Un altro punto centrale riguarda il ruolo del sindacato. Prima di introdurre sistemi di intelligenza artificiale con effetti significativi sul lavoro, l’azienda dovrà informare preventivamente la Rsu e l’Osservatorio aziendale. Per i sistemi considerati ad alto rischio sono previste anche analisi preventive degli effetti, con il coinvolgimento delle figure aziendali competenti per la sicurezza e la protezione dei dati.

Accanto alle regole, il protocollo prevede percorsi di formazione: dall’apprendimento delle conoscenze di base fino all’utilizzo specialistico degli strumenti digitali. L’intento è promuovere un’innovazione consapevole e sicura, prevenendo discriminazioni e utilizzi impropri delle nuove tecnologie. L’attuazione degli impegni sarà monitorata attraverso l’Osservatorio aziendale, anche a livello di sito, con verifiche semestrali. Il protocollo sull’intelligenza artificiale avrà carattere sperimentale fino al 31 dicembre 2028.

Nelle prossime settimane Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil terranno assemblee con le lavoratrici e i lavoratori per illustrare i contenuti degli accordi e discutere i prossimi passaggi del confronto.