“Quanto accaduto mercoledì 21 al ministero delle Imprerse durante l’incontro tra sindacati nazionali e territoriali, SiderAlloys, Invitalia e ministero assume contorni per noi assolutamente ingiustificabili”. A dirlo sono Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil nazionali e territoriali.

“Abbiamo appreso – spiegano – che l’intero progetto di rilancio del sito di Portovesme resta fermo, nonostante importanti finanziamenti pubblici già erogati e quelli ulteriormente richiesti, a causa della mancata spedizione di container, che conterrebbero parte di attrezzature per il revamping degli impianti, dal costo di poco superiore a 1 milione di dollari; ricordiamo che l’investimento complessivo ‘stimato’ per il rilancio dell’ex Alcoa potrebbe superare i 200 milioni di euro”.

I sindacati rilevano che “la situazione è addirittura peggiorata con la fermata della fonderia che ha esaurito il materiale da poter rifondere e con le ditte in appalto che non terminano i lavori per mancati pagamenti”. Sider Alloys, in occasione dell’incontro al ministero, ha “solamente espresso la necessità di ricevere entro i prossimi due mesi – pena la messa in cassa integrazione dei lavoratori – i finanziamenti richiesti”.

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A diretta domanda delle organizzazioni sindacali “se, a valle dei nuovi finanziamenti, l’azienda avrebbe potuto finalmente ripartire, ci è stato risposto che, per un aggravio dei costi di spedizione di circa 0,7 milioni di dollari, rispetto ai 0,5 precedentemente contrattualizzati sulle spedizioni dei container dalla Cina (fermi da tempo a Shanghai), la sala Elettrolisi non potrà vedere il suo rifacimento”.

Per Fiom, Fim e Uilm “la cosa sconcertante è che né l’azienda come socio privato, né tantomeno Invitalia, socio pubblico, sono state in grado di dirci cosa di concreto si stia facendo – o si abbia intenzione di fare – per poter sbloccare la situazione”.

I sindacati hanno “richiamato Invitalia alla responsabilità di intervenire rapidamente, sia in qualità di socio pubblico sia in qualità di organo di controllo degli investimenti in merito alla grave situazione del sito industriale, venutasi a creare per i ritardi dello stato di avanzamento del progetto di rilancio dello smelter ex Alcoa”.

I rappresentanti del ministero hanno chiesto che “tutti i soggetti coinvolti, a partire dall’amministratore delegato di Sider Alloys, siano presenti ‘fisicamente’ al tavolo del prossimo incontro fissato per il 7 marzo, per far luce su una vicenda che assume tinte sempre più confuse, vista l’inaffidabilità, finora dimostrata, da parte della proprietà”.

Fiom, Fim e Uilm nazionali e territoriali respingono “l’eventuale richiesta di cassa integrazione ‘comunicata preventivamente’ dall’azienda nei giorni scorsi” e chiedono al ministero “una svolta industriale vera su una vicenda che da anni tiene in ostaggio un intero territorio e le famiglie dei lavoratori coinvolti e non vede dar luce alla ripresa della produzione di alluminio primario ritenuta strategica per il nostro Paese”.