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La controriforma Meloni-Nordio è inaccettabile. Ispirata dalla destra che sogna una vendetta contro i giudici in nome di Silvio Berlusconi, quasi fosse un perseguitato dai giudici anziché un condannato che ha dovuto scontare una pena. Non a caso Forza Italia ha nel simbolo il nome del defunto che ne è tuttora il presidente e Tajani è “solo” segretario del partito.
La Meloni-Nordio è inaccettabile perché la destra oggi egemone persegue lo stravolgimento della Costituzione antifascista del 1948, mai del tutto accettata, e vuole dare un colpo al ruolo della magistratura (giudici e pubblici ministeri) per governare senza vincoli e controlli. Infatti ha gridato all’invasione di campo dei magistrati quando la Corte dei Conti ha bloccato le forzature sulle norme in vigore per il ponte sullo stretto, o quando i giudici hanno difeso i diritti dei migranti negati dalla detenzione nei costosi “lager” costruiti in Albania da questo governo.
Il governo della destra vuole una magistratura subalterna, come ha fiaccato il ruolo del Parlamento facendo approvare, senza cambiare una virgola, la legge Meloni-Nordio. Il governo ha svuotato il ruolo del Parlamento di cui esercita di fatto i poteri e ora vuole una magistratura accomodante, subalterna.
Per questo il governo vuole che il Csm, garante dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, venga suddiviso in tre parti, due mini Csm per giudici e Pm e un’Alta Corte per gestire la parte disciplinare sia dei giudici che dei Pm, di nuovo tutti magistrati. Il Csm suddiviso in tre sarebbe una rappresentanza più debole e per di più i componenti della magistratura verrebbero sorteggiati, non eletti come ora, indebolendolo ulteriormente.
Tajani ha proposto di togliere ai Pm il controllo sulle indagini della polizia giudiziaria: una “voce dal sen fuggita”? Chi pensa che i Pm verrebbero rafforzati da questa controriforma farebbe bene a ripensarci, il loro ruolo è a rischio come quello dei giudici, che il governo vorrebbe sotto l’ala del governo.
Le autocrazie iniziano dal controllo sulla magistratura, per rimettere in discussione l’obbligatorietà dell’azione penale e il sistema di indagine, cancellando norme come l’abuso d’ufficio, riducendo le intercettazioni, per ottenere una giustizia comprensiva con gli amici del potere e dura con quelli che non sono in grado di difendersi.
La Lega spera che questa maggioranza consenta a Calderoli di forzare la mano dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha duramente sanzionato la sua legge. Se il governo delle destre riuscirà a svuotare il Parlamento, ad assestare un colpo alla magistratura, a mantenere il potere con una nuova legge elettorale e a ridimensionare il presidente della Repubblica finirà l’epoca della Costituzione repubblicana e antifascista del 1948.
Sarebbe un arretramento della nostra democrazia, ma la giustizia italiana continuerebbe a funzionare male perché mancano giudici e altro personale, per ritardi del governo sia organizzativi che nel processo telematico e le carceri continuerebbero a non essere degne di un paese civile. Sono tutte ragioni per votare No nel prossimo referendum.
Alfiero Grandi, direttivo Comitato della società civile per il NO






















