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Trasnova ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per 53 lavoratori impegnati presso lo stabilimento Stellantis di Pomigliano (per un totale di 94 in tutto il Paese). La crisi del settore automotive nel territorio tocca così un nuovo, drammatico punto di non ritorno. La decisione è arrivata in occasione della scadenza, prevista per il 30 aprile, del contratto con Stellantis.
“Si tratta di un atto gravissimo che getta nell’incertezza decine di famiglie e conferma che i primi a pagare lo stato di abbandono in cui versa il comparto dell'automotive sono i lavoratori dell'indotto”, si legge in una nota di Mauro Cristiani, segretario generale Fiom Napoli, e Mario Di Costanzo, responsabile settore automotive Fiom Napoli Trasnova.
E ancora: “Non si può parlare di un evento inaspettato, ma di una cronaca di un disastro annunciato. Le responsabilità sono chiare e condivise: Stellantis, che continua a operare scelte di disimpegno produttivo che colpiscono duramente l’indotto, svuotando di prospettive i siti storici come Pomigliano”.
Ma anche, aggiungono “Trasnova, che ha scelto la strada più drastica del licenziamento collettivo, rinunciando a ogni forma di tutela per chi, per anni, ha garantito la continuità produttiva del sito”.
Responsabile anche il governo, che è “colpevole di una gestione approssimativa della vertenza e di una mancanza di politiche industriali capaci di vincolare le multinazionali al rispetto del territorio e dei livelli occupazionali”.
Nel corso di questi quindici mesi, spiegano i sindacati, rappresentanti del Mimit avevano dichiarato che stavano lavorando ad una soluzione occupazionale alternativa, senza mai dare dettagli o risposte esaustive: “È chiaro che il tempo delle attese è finito, per questo, come Fiom Napoli, abbiamo inviato una lettera al presidente della Regione, Roberto Fico, chiedendogli un intervento tempestivo presso il Mimit affinché il ministero presenti le soluzioni per risolvere positivamente la vertenza”.
Sulla vicenda è intervenuto anche Nicola Ricci, segretario generale della Cgil Napoli e Campania: "Grave che dopo 15 mesi si proceda a licenziamenti. Fico faccia pressioni sul governo". Grave, continua, “perché su quel tavolo si stavano prefigurando delle soluzioni che non è certamente quella di licenziare. Io credo che, a partire dalla grande disponibilità del presidente della Regione, Roberto Fico, bisogna difendere con forza il polo dell'automotive in Campania e aprire un confronto serrato con il governo".






















