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Iscriversi al sindacato non è motivo di licenziamento. Lo ha ribadito il Tribunale dell'Aquila che, con sentenza depositata l'11 febbraio scorso, ha dichiarato nullo un licenziamento ritenuto ritorsivo ai danni di un lavoratore impiegato nell'appalto del servizio di portineria all'Agenzia delle Dogane dell'Aquila.
Secondo quanto stabilito dal giudice, il provvedimento sarebbe scattato dopo la decisione del dipendente di rivolgersi alla Filcams Cgil per far valere i propri diritti. Nel quadro indicato in sentenza rientrano la contestazione di una riduzione unilaterale dell'orario di lavoro e l'anticipazione della scadenza contrattuale.
Il licenziamento, intimato in tronco, è stato ritenuto privo di giusta causa. La motivazione è stata ricondotta dal giudice all'iscrizione al sindacato, con conseguente dichiarazione di nullità e ordine all'azienda di risarcire i danni subiti dal lavoratore.
Il dipendente è stato assistito dagli avvocati Carlo de Marchis e Silvia Conti. Per la Filcams Cgil dell'Aquila la pronuncia è un segnale nel contrasto ai comportamenti antisindacali, in particolare negli appalti. "Non si può usare il licenziamento come strumento di pressione", ha dichiarato il segretario generale Andrea Frasca, sottolineando che il caso "non riguardava solo il singolo lavoratore"






















