"Noi abbiamo la necessità di confrontarci con Palazzo Chigi, sulle prospettive, e su quello che succederà un secondo dopo la chiusura dell'area a caldo. Ma bisogna subito dare delle risposte a questi lavoratori, ai lavoratori dell'appalto, dell'indotto, di Acciai di Italia, di Ilva di Taranto. Parliamo di più di 15.000 lavoratori che non hanno nessuna prospettiva”. Lo ha detto Il segretario generale Fiom Cgil di Taranto, Francesco Brigati, sotto Palazzo di città, durante lo sciopero immediato di 24 ore per tutti i lavoratori degli appalti ex Ilva proclamato oggi (14 settembre) da Fim, Fiom, Uilm e Usb.

“Il nostro compito – ha continuato – è quello di salvaguardare, non la produzione ormai chiusa, ma il futuro di migliaia di lavoratori con le loro famiglie, con i loro figli. Siamo di fronte a un disastro sociale preannunciato, e le risposte non possono essere quelle che il Governo ci ha dato”

"Il nostro obiettivo – ha concluso il segretario Fiom - rimane oggi quello di scongiurare i licenziamenti collettivi e di avviare una misura straordinaria per tutti i lavoratori. E poi garantire un futuro occupazionale, produttivo, ambientale e sanitario a questo territorio”.