Sciopero immediato di 24 ore per tutti i lavoratori degli appalti ex Ilva fino alle 7 di domani 15 settembre. Lo hanno proclamato oggi (14 settembre) Fim, Fiom, Uilm e Usb durante l’assemblea che si è tenuta davanti alla portineria appalto dello stabilimento. “Sia chiaro, non ci fermeremo se non ci saranno soluzioni e misure straordinarie per tutti i lavoratori”, si legge in una nota sindacale.

Nel frattempo i lavoratori hanno occupato la strada Taranto-Statte in prossimità della portineria imprese del siderurgico dove da stamattina (14 settembre) stanno tenendo un'assemblea contro i licenziamenti collettivi annunciati dalle stesse imprese in vista della fermata dell'area a caldo della fabbrica entro fine ottobre.

De Palma: bloccare licenziamenti, Meloni intervenga

"I lavoratori di Taranto stanno manifestando. La presidente del Consiglio intervenga con un provvedimento d'urgenza: blocco dei licenziamenti ora. La nostra Costituzione riconosce il fondamento del lavoro, la salute e l'ambiente: i lavoratori tutti, dall'indotto all'ex Ilva, non possano essere licenziati o messi in cassa integrazione a zero ore". Lo dichiara in una nota il segretario generale della Fiom Cgil Michele De Palma.

Brigati, Fiom Taranto: servono misure straordinarie

"Avevamo previsto che, con la sentenza della Corte d'Appello di Milano e il rischio di chiusura dell'area a caldo, l'anello più debole della catena avrebbe pagato le conseguenze più pesanti". Lo dichiara Francesco Brigati, segretario generale della Fiom Cgil di Taranto e della Puglia, mentre è in corso la manifestazione.

"Avevamo chiesto al governo di affrontare la situazione al Mimit e a Palazzo Chigi, ma non sono arrivate risposte per tutti i lavoratori, a partire da quelli dell'appalto", aggiunge Brigati.

Per il sindacalista "servono misure straordinarie, tutela del reddito e una prospettiva industriale concreta. Non possiamo aspettare altri 10 o 15 anni".

I sindacati chiedono anche l'estensione dei benefici previdenziali legati all'amianto ai lavoratori dell'indotto e il blocco delle procedure di licenziamento collettivo. "Questa è la prima iniziativa di una mobilitazione straordinaria e permanente. Continueremo a mobilitarci fino a quando non arriveranno risposte per tutti", conclude.

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