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Sciopero immediato di 24 ore per tutti i lavoratori degli appalti ex Ilva. Lo hanno proclamato oggi (14 settembre) Fim, Fiom, Uilm e Usb durante l’assemblea che si è tenuta davanti alla portineria appalto dello stabilimento. “Sia chiaro, non ci fermeremo se non ci saranno soluzioni e misure straordinarie per tutti i lavoratori”, si legge in una nota sindacale.
Nel frattempo i lavoratori hanno occupato la strada Taranto-Statte in prossimità della portineria imprese del siderurgico dove da stamattina (14 settembre) stanno tenendo un'assemblea contro i licenziamenti collettivi annunciati dalle stesse imprese in vista della fermata dell'area a caldo della fabbrica entro fine ottobre.
“Definiamo legittima quella decisione della Magistratura perché scaturisce da quello che aveva definito la Corte di Giustizia Europea nel 2024. Già due anni fa si diceva che questo stabilimento doveva essere riconvertito”, così la Fiom Cgil nell'assemblea in corso questa mattina a Taranto da parte dei lavoratori delle imprese appaltatrici e dell'indotto ex Ilva.
"Andavano fatte delle opere per ambientalizzarlo, ma nel corso di due anni non si è fatto nulla - ha detto la Fiom Cgil -. Il tema è uno: i giudici di Milano con quella decisione hanno definitivamente sancito che il diritto alla salute prevale su tutto. Ma c'è un diritto che la Costituzione prevede, è sancito e non può assolutamente non tenuto in considerazione: il diritto al lavoro”.
Per questo, continua la Fiom, oggi avvieremo una fase di mobilitazione che avrà sicuramente un seguito nei prossimi giorni. Lo faremo per spingere la politica e il governo affinché il diritto al lavoro sia anche un diritto a non rimanere disoccupati”.

























