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“Le indagini della magistratura milanese su Glovo avallano le storiche rivendicazioni di Nidil Cgil sulla natura subordinata del lavoro dei rider e sulla necessità di paghe eque che includano anche i tempi di attesa”. Il NIdiL Cgil Padova accoglie con estrema soddisfazione l’attività della Procura meneghina, un’iniziativa che assume un valore nazionale poiché coinvolge la sede legale dell’azienda e, di conseguenza, l’intera rete di lavoratori in Italia.
Nidil Cgil Padova: “L’inchiesta conferma la correttezza delle istanze che abbiamo presentato lo scorso anno alle piattaforme, ricevendo un netto rifiuto”
“Le indagini dei giudici – dichiara Mirko Romanato, segretario generale del Nidil Cgil Padova – confermano la correttezza delle istanze che come categoria abbiamo presentato proprio lo scorso anno alle piattaforme (Glovo e Deliveroo), ricevendo purtroppo un netto rifiuto. Al centro della nostra proposta, definita sacrosanta dall’evidenza dei fatti rivelata dall’attività degli inquirenti milanesi, ci sono il riconoscimento di tutti i diritti del lavoro subordinato come, ad esempio, un compenso orario minimo che va ancorato ai livelli retributivi previsti dal contratto nazionale Logistica per il personale viaggiante o il pagamento dei tempi di attesa. Quando un lavoratore aspetta la preparazione di un ordine, sta mettendo il proprio tempo e la propria vita a disposizione dell’azienda e quel tempo deve essere retribuito. Ed è esattamente quanto hanno messo nero su bianco anche i carabinieri che hanno svolto le indagini milanesi”.
“Dal canto nostro – prosegue Mirko Romanato – non possiamo che sottolineare come l’attività sindacale proceda senza sosta su due binari paralleli. Da un lato portiamo avanti rivendicazioni collettive, come ad esempio il riconoscimento dello stress termico durante le ondate di calore estivo, dall’altro agiamo anche nell’aiuto individuale, garantendo un’assistenza capillare per ogni singolo lavoratore. Quest’ultima è fondamentale quando i sistemi automatici delle app si bloccano senza dare risposte, lasciando le persone nell’impossibilità di lavorare e, di conseguenza, di pagare affitto e bollette. Negli ultimi due mesi abbiamo aiutato circa una ventina di rider a cui era stato sospeso l’account, praticamente tutti quelli che si sono rivolti a noi, eccetto uno perché la situazione era oggettivamente insanabile”.
“Determinante il ruolo dei consumatori per migliorare la sicurezza dei rider”
“In questo contesto – conclude il segretario generale del Nidil Cgil Padova – il ruolo dei cittadini e dei consumatori è determinante per migliorare le condizioni di sicurezza dei rider. Non chiediamo di rinunciare al servizio, ma di utilizzarlo in modo consapevole attraverso piccoli gesti concreti che possono fare la differenza. Invitiamo tutti a scendere al piano terra per ritirare l’ordine, evitando così che i ragazzi subiscano i frequenti furti di biciclette elettriche lasciate incustodite per salire ai piani. Allo stesso modo, è fondamentale prediligere i pagamenti elettronici tramite POS o bancomat per eliminare il rischio di furti di contanti, un fenomeno purtroppo ricorrente che espone i lavoratori a pericoli inaccettabili proprio a fine turno”.
























