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Sottoscritta a Milano l’ipotesi di rinnovo del contratto collettivo nazionale Orafi-argentieri. L’aumento della retribuzione mensile è del 10,51 per cento rispetto a un indice Ipca-Nei che nel periodo di vigenza contrattuale (2025-2028) dovrebbe aumentare del 7,2 per cento. L’aumento è di 200 euro sui minimi retributivi al quinto livello, pari a 58,26 euro in aggiunta alla programmazione Ipca-Nei dei prossimi tre anni.
“Il precedente rinnovo era stato sottoscritto il 23 dicembre 2021, con un aumento economico pari a 99 euro mensili”, spiega Mirco Rota (responsabile Ufficio sindacale Fiom Cgil nazionale): “Il contratto era scaduto il 31 dicembre 2024, per quanto riguarda sia la parte normativa sia la parte economica”.
È stata introdotta una maggiorazione del 10 per cento, a partire dal 1° giugno 2026, sul lavoro notturno. Dal 1° giugno 2028 il welfare viene incrementato da 200 a 220 euro. Viene definito anche il supplementare festivo al 50 per cento.
Oltre all’aumento retributivo, l’ipotesi di rinnovo prevede una riduzione dei tempi per la richiesta dei permessi annui retribuiti, da 15 a 10 giorni; inoltre, introduce per la prima volta una regolamentazione per quanto riguarda la trasferta e la reperibilità, materie finora assenti nel testo contrattuale.
Per quanto riguarda il mercato del lavoro è stata prevista una regolamentazione dei contratti a termine che, in caso di utilizzo di causali necessarie per il superamento dei 12 mesi e fino ai 24 mesi, prevede una stabilizzazione degli stessi nella misura minima del 20 per cento e con la garanzia per le aziende fino a 15 dipendenti di almeno una stabilizzazione. Così come per lo staff leasing è previsto una limitazione temporale di 48 mesi che consente ai lavoratori di scegliere per l’assunzione a tempo indeterminato presso l’azienda utilizzatrice.
Infine, per quanto riguarda la malattia la norma viene migliorata prevedendo un comporto prolungato per i lavoratori affetti da disabilità, prevedendo anche un inserimento delle novità contenute nella legge 106 del 2025 per malattie gravi. Nelle unità produttive oltre i 200 addetti è stato inserito l’obbligo dei break formativi in materia di salute e sicurezza. In tutte le aziende, inoltre, verranno adottati sistemi di segnalazione dei quasi infortuni.
L’ipotesi di accordo dovrà essere illustrata nelle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori e sottoposta al voto entro il 20 marzo.























