Nel 2025 la produzione industriale italiana registra una flessione dello 0,2% rispetto all’anno precedente, al netto degli effetti di calendario. A certificarlo è l’Istat, che nel consuntivo diffuso oggi, 11 febbraio, fotografa un sistema produttivo ancora fragile, attraversato da andamenti disomogenei tra i diversi comparti.

Il mese di dicembre segna un calo congiunturale dello 0,4% rispetto a novembre, mentre su base annua si rileva un aumento del 3,2%. Un rimbalzo che non basta però a invertire la tendenza complessiva dell’anno. Tra i principali raggruppamenti di industrie, solo l’energia chiude il 2025 in territorio positivo, con un +1%.

All’interno della manifattura emergono differenze marcate. Le flessioni più pesanti riguardano le industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori, che segnano un -5,5% su base annua, e la fabbricazione di mezzi di trasporto, in calo del 4,7%. Un dato che pesa su filiere strategiche e su territori già messi alla prova da crisi industriali e ristrutturazioni.

Di segno opposto l’andamento di alcuni comparti ad alta specializzazione. Cresce la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici, +3,8% nel 2025 e addirittura +23,8% su base annua a dicembre. Bene anche la fabbricazione di computer e prodotti di elettronica, +2,6%, e le industrie alimentari, bevande e tabacco, +1,6%.

Guardando al solo dicembre, l’indice destagionalizzato mostra aumenti per energia +1,2% e beni strumentali +0,5%, mentre calano i beni intermedi -0,4% e i beni di consumo -0,9%. Nel confronto tendenziale mensile, oltre alla farmaceutica, si segnalano le “altre industrie manifatturiere” +9,3% e la metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo +7,4%. In flessione invece prodotti chimici -3,6%, tessile e moda -3,4%, legno, carta e stampa -2,9%.

Il quadro delineato dall’Istat restituisce un’industria che procede a velocità diverse, con punte di eccellenza ma anche settori in evidente sofferenza. Una dinamica che interroga le politiche industriali e la capacità di sostenere occupazione e investimenti in una fase di transizione complessa per l’intero sistema produttivo.