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Bassi salari, ambienti di lavoro spesso precari dal punto di vista della sicurezza e della salute, pressioni commerciali, carenza di operatori allo sportello, un forte ricorso al lavoro precario e al part-time involontario e infine il fallimento degli ultimi accordi separati, soprattutto per quello che riguarda la logistica. Questa la situazione in Poste Italiane nella denuncia di Slc Cgil.
“I ricavi di Poste, è noto, sono altissimi” dichiara l’organizzazione sindacale. E infatti, gli ottimi risultati dell'azienda sono innegabili. Ieri (10 febbraio) sono stati illustrati ai sindacati dall'amministratore delegato di Poste, Matteo Del Fante, in un incontro che le organizzazioni sindacali attendevano da quasi un anno. I successi di Poste nei nove anni della gestione dell’attuale management vanno dal settore finanziario, assicurativo ed energetico al primato nazionale sulle transizioni digitali.
Senza dimenticare il rilancio della logistica con il predominio sul settore pacchi, l’acquisizione di Tim, la nascita degli uffici polis, finanziati dal Pnrr per trasformare gli uffici postali nei comuni con meno di 15 mila abitanti in “Sportelli Unici” digitali. Ma anche la stabilizzazione dal 2018 di oltre 25 mila lavoratori attraverso accordi di politiche attive.
“Peccato che poco o nulla di tutto questo sia andato a beneficio delle condizioni salariali e lavorative di oltre 110 mila dipendenti. – conclude la Slc – Per questo insieme a Uil Poste siamo in vertenza da oltre un anno contro Poste Italiane con scioperi e mobilitazioni, perché riteniamo che le grandi performance non debbano essere pagate dai lavoratori”.
























