Celebrazioni online e proteste in presenza. Si può riassumere così la giornata di oggi (10 febbraio) all’Istat: mentre il presidente presentava a distanza gli eventi del centenario dell'ente, oltre 100 lavoratrici e lavoratori erano in assemblea in stato di agitazione nella sede centrale per reclamare soluzioni per la mancata valorizzazione professionale. 

Più della metà dei ricercatori, si legge in un comunicato firmato “Lavoratori Istat in agitazione” è in attesa di valorizzazione professionale, necessaria a sanare la patologica stagnazione delle carriere, dovuta al blocco ultradecennale delle procedure interne e ai rarissimi concorsi pubblici per l’accesso ai livelli professionali superiori.

Non solo:  i salari dei ricercatori Istat sono tra i più bassi degli enti pubblici di ricerca italiani e degli istituti nazionali di statistica europei. Più della metà del personale inquadrato come diplomato nei ruoli tecnico-amministrativi è sottoinquadrato, ovvero è laureato, non di rado dottore di

ricerca, e svolge attività qualificate, di fatto sovrapponibili a quelle dei colleghi ricercatori, senza reali prospettive di accesso ai ruoli superiori.

E, infine, “le politiche di reclutamento dell’Istituto continuano a far apparire il sottoinquadramento come il frutto di un disegno consapevole dell’amministrazione Istat”.

I lavoratori hanno deciso di andare in corteo dal direttore generale per chiedere un confronto sul tema. Erano presenti anche i rappresentanti sindacali di Flc Cgil, Uil Rua, Gilda-Unams, Snals, e Clasp.

Durante l’incontro i lavoratori hanno denunciato l’assenza, nel Piao 2026-2028, di risposte concrete alle proprie istanze e, si legge in un ordine del giorno approvato all’unanimità, “hanno evidenziato l’arroccamento dei vertici, nelle settimane prima dell’approvazione del Piao da parte del Consiglio dell’Istat”.

Il direttore generale, continua il documento “ha riproposto ai lavoratori l’argomento del presunto ostacolo normativo per lo scorrimento integrale delle graduatorie art. 15/2024, mentre non ha fornito risposte concrete ai colleghi che hanno chiesto l’art. 52 1c-bis con la clausola di salvaguardia”.

Il 12 febbraio è stato convocato un tavolo con le organizzazioni sindacali, mentre lavoratori e sindacati “hanno ribadito che il tavolo deve essere l’occasione per riprendere il dialogo sugli scorrimenti delle graduatorie art. 15 esistenti”.