È dignità la parola chiave del Primo Maggio 2026. Lo era nelle intenzioni di Cgil, Cisl e Uil che lo hanno scritto nei manifesti e nelle locandine. Lo è stato negli interventi che hanno riempito la mattinata di Marghera, dove le tre confederazioni sindacali hanno dato vita alla tradizionale manifestazione per la Festa dei lavoratori. Ne hanno parlato i delegati e le delegate di aziende con i licenziamenti in atto, ne hanno parlato giovani e precari; se n’è parlato nell’intervento più commosso e toccante della giornata, quello di Monica Michielin, mamma di Mattia Battistetti, il giovane operaio di 23 anni travolto da un carico di ponteggi nel cantiere edile Bordignon di Montebelluna (Treviso) il 29 aprile 2021. Ne ha parlato – ed è stato il filo conduttore del suo intervento – il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, che ha preso la parola dopo i suoi omologhi di Cisl e Uil per chiudere il cerchio. 

Landini: serve una nuova battaglia internazionale per la pace

Partiamo dalla fine. “La pace – ha scandito Landini – è la condizione per il lavoro dignitoso. Condivido al cento per cento quello che ha detto il Papa: non esistono guerre giuste. E allora mai come adesso dobbiamo lanciare una nuova battaglia internazionale che veda i lavoratori e le lavoratrici di tutto il mondo, di tutte le nazioni, di tutte le religioni scendere in piazza per dire basta guerra, per dire pace e basta investimenti in armi, dobbiamo investire su sanità e scuola”. 

Dunque “il lavoro dignitoso non è un semplice slogan, è un obiettivo ed è una rivendicazione. Per affermarlo c'è un primo tema fondamentale che si chiama salario: una questione grande come una casa che dobbiamo affrontare”, ha sottolineato il leader della Cgil ricordando la necessità di rinnovare i contratti e di trovare un meccanismo che permetta di rivalutare annualmente i salari in base all'inflazione reale, e sostenendo la necessità di neutralizzare il drenaggio fiscale, perché “oggi chi paga le tasse sono i lavoratori dipendenti e i pensionati”. 

Un ragionamento che ha toccato anche altri temi – come la necessità di maggiori investimenti su scuola e sanità – e l’insufficienza del cosiddetto decreto Primo maggio. “Se uno lo chiama così, consentitemi la franchezza, io vorrei che davvero qualcosa di quel decreto tornasse anche a chi lavora, visto che questa è la festa dei lavoratori e delle lavoratrici. E io, banalmente, sfido chiunque: da quel decreto, lunedì, arriva un euro ai lavoratori e alle lavoratrici di questo Paese? No. Gli unici soldi vanno alle imprese che assumono. Io non ho nulla contro questo, ma ho imparato, ormai ho i capelli bianchi, che un'impresa, per assumere, ha bisogno di lavorare. E questo è il punto di fondo”.

Non è mancato un passaggio sulla tragedia degli infortuni e delle vittime sul lavoro. “Io non so voi – ha osservato – ma ormai lo vivo con rabbia. Non passa giorno che non arrivi la notizia di un morto sul lavoro. Lo vivo come un colpo al mio fare sindacalista, perché vuol dire che non ce l'ho fatta a fermare quella cosa lì. Ma allora qui c'è un punto, guardate, non giriamoci attorno: se in Italia c'è un livello di morti e di infortuni più alto di tutta Europa, è perché in questi anni si è affermato un modello di fare impresa, consentitemi la franchezza, che è un modello di fare impresa che uccide. Perché se tu vai a vedere, il 70 per cento degli infortuni, e anche degli infortuni mortali, riguarda aziende in appalto, in subappalto, in sottoappalto, in finte cooperative, con lavoratori precari o lavoratori”.

Fumarola: basta contratti che sono sfruttamento

“I dati parlano chiaro: in alcuni settori ci sono contratti che pagano fino a 6 mila euro l'anno in meno rispetto a quelli sottoscritti da Cgil, Cisl e Uil. Non è pluralismo, è sfruttamento”. Così la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola. “Il lavoro – ha detto – non è merce. Non può essere sostituito da un algoritmo. Il lavoro è dignità. Come ha detto il presidente Mattarella, è il fondamento della Repubblica e va ricomposto contro disuguaglianze e precarietà”. Fumarola ha anche ringraziato il Capo dello Stato per aver salutato il sindacato come “fondamentale presidio di democrazia”; e ha chiesto di aumentare salari e pensioni, rinnovare tutti i contratti scaduti, pubblici e privati. E sul decreto lavoro avverte: “Non ci convince un'indennità di vacanza contrattuale tanto esigua da essere più conveniente dei rinnovi. Chiediamo un incremento consistente nell'iter di conversione del decreto”.

Bombardieri: istituire l'omicidio sul lavoro

“Non ci possiamo fermare sulla sicurezza sul lavoro, bisogna istituire l'omicidio sul lavoro e fare una procura speciale, certe sentenze sono un insulto alla memoria delle vittime. Ogni lavoratore ha il diritto di tornare a casa sano e salvo”. Così il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, dal palco della manifestazione, rimarcando che il lavoro dignitoso “è un diritto” e rilanciando “la battaglia contro il dumping e i contratti pirata”. “A quei pseudo-sindacalisti dico: vergognatevi quando firmate i contratti da fame”, aggiunge. “Non ci meravigliamo se i nostri giovani vanno via”, prosegue Bombardieri, chiedendo di seguire l'esempio della Spagna, “ad assumere solo a tempo indeterminato e pagandoli bene”. Rivolgendosi alle associazioni datoriali, chiede “coraggio per chiudere l'accordo sulla rappresentanza” e poi di andare “a un election day per i lavoratori e scegliere i propri rappresentanti”.