Morire sul lavoro. In un agguato mafioso. Succede anche questo in Italia. Ed è successo ieri sera, 30 aprile, a Bisceglie, nella Bat, la provincia di Barletta, Andria, Trani, alla vigilia della Festa dei Lavoratori. La vittima si chiamava Angelo Pizzi e aveva 62 anni. Stava servendo ai tavoli del ristorante in cui lavorava nella città a nord di Bari e di cui era dipendente come cameriere, quando la traiettoria dei proiettili destinati al titolare del locale lo ha raggiunto e ammazzato. Diversi, pare una quindicina, i colpi di arma da fuoco sparati da due persone che avevano i volti coperti e hanno fatto irruzione nel ristorante per poi fuggire subito dopo l’agguato.

Al corteo Cgil Cisl Uil a Trani osservato un minuto di silenzio

Questa mattina al corteo del Primo Maggio dei sindacati che sul territorio si è svolto a Trani il segretario della Cgil, Michele Valente, visibilmente commosso anche per il fatto che conosceva la vittima, ha fatto osservare un minuto di silenzio per ricordare Angelo Pizzi e ha dedicato la giornata al cameriere ucciso e a tutte le vittime sul lavoro. 

Valente, Cgil Bat: “Qui lavoro dignitoso non è solo uno slogan, è un girdo, una necessità”

“Oggi diamo voce al lavoro – ha detto il segretario della Camera del Lavoro Cgil Bat – per difendere la dignità delle persone e per costruire futuro. In una terra che sconta gli effetti peggiori della crisi strutturale che colpisce il nostro sistema produttivo. L’occupazione femminile nella Bat – ha ricordato il segretario – resta molto più bassa rispetto a quella maschile, il tasso si ferma intorno al 45,5%, ben al di sotto della media nazionale. Troppi sono costretti a partire o a rinunciare. Nella fascia tra i 15 e i 39 anni il tasso di occupazione è tra i più bassi d’Europa e nella regione Puglia la Bat è il fanalino di coda. Questo non è solo un numero: è un grido. Oggi, qui, il tema del lavoro dignitoso non è uno slogan. È una necessità. È una scelta politica. È una battaglia di civiltà”.