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La Regione Lazio ha annunciato la chiusura di uno dei più importanti centri di produzione del sistema sanitario regionale. In un incontro con i sindacati ha comunicato che, nel prossimo capitolato d’appalto, non è prevista la produzione dei pasti del centro cottura interno al Policlinico Umberto I di Roma che quindi dovrebbe operare attraverso il cosiddetto servizio “veicolato”, con produzione effettuata in un centro cottura esterno.
Dura la reazione di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltcs Uil Roma e Lazio, che hanno proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale in appalto del servizio di ristorazione, che si è riunito in assemblea in attesa dell’incontro previsto per il 2 febbraio in Prefettura.
“Essendo ben noto lo stato di abbandono – spiegano – in cui versa la cucina di una così importante struttura sanitaria, ci stupisce che una simile scelta - che comporta di fatto la chiusura di uno dei più importanti centri di produzione del sistema sanitario regionale, il trasferimento di un gran numero di unità di personale, quando non un vero e proprio problema occupazionale - stia avvenendo come se si trattasse di una semplice scelta di carattere burocratico”.
L’impianto, che impiega 90 lavoratrici e lavoratori, è collocato in una zona della città che “renderebbe di difficile realizzazione il servizio trasportato, e che di certo non garantirebbe la qualità di un servizio così offerto. Non pensiamo di dover sottolineare quanto delicato sia il servizio di refezione in una struttura sanitaria complessa, essendo per altro parte del percorso di cura dei degenti”.






















