“Il piano presentato oggi da Stellantis prevede per l’Europa la drastica riduzione della capacità produttiva installata di 800 mila veicoli”. A dirlo sono Samuele Lodi (segretario nazionale Fiom Cgil) e Ciro D’Alessio (coordinatore nazionale automotive Fiom Cgil), commentando il nuovo piano strategico “FaSTLAne 2030”, presentato dall’amministratore delegato Antonio Filosa.

“In Italia il piano non dà risposte alla crisi che vivono i lavoratori da anni, a partire dagli stabilimenti di Cassino e Termoli”, proseguono: “L’annuncio del lancio di due nuove vetture Maserati, che verrà discusso solo a dicembre di quest’anno, non è sufficiente a risollevare le sorti dello stabilimento di Modena. Le aspettative aziendali e gli investimenti si concentrano fuori dall’Europa e dall’Italia”.

Il passaggio da una capacità produttiva da 4,65 milioni all’anno a 3,85 “rischia di tradursi in una condanna alla cassa integrazione per migliaia di lavoratrici e lavoratori del gruppo. L’assenza di una precisa collocazione dei modelli annunciati rischia di avere effetti drammatici sull’indotto e sulla componentistica”.

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Riguardo a ricerca, sviluppo e progettazione, il piano “non prevede in Italia investimenti in innovazione sui processi di digitalizzazione ed elettrificazione. Rimane l’assenza di un progetto di produzione di batterie nel nostro Paese che, insieme alle joint venture annunciate in questi giorni, vedranno investimenti in altri Paesi. Si rende necessario riavviare il progetto della gigafactory a Termoli, anche e soprattutto alla luce del progetto E-Car a Pomigliano”.

I due esponenti sindacali rilevano che “nonostante le conferme della nuova Pandina a Pomigliano, del quinto modello a Melfi e del nuovo Ducato ad Atessa, riteniamo che nel suo complesso il piano sia insufficiente e che non garantisce la risoluzione della crisi dell’auto in Italia”.

Lodi e D’Alessio così concludono: “Riteniamo indispensabile un confronto con l’azienda, l’apertura del tavolo presso la presidenza del Consiglio per salvaguardare e rilanciare, attraverso investimenti pubblici e privati, l’automotive nel nostro Paese. È ormai evidente la necessità di moltiplicare gli investimenti di ulteriori e altri produttori. In assenza di confronto e di risposte, metteremo in campo ogni forma di mobilitazione necessaria”.