Sciopero e corteo oggi (lunedì 30 marzo) dei lavoratori della Peg Perego di San Donà di Piave (Venezia), indetto da Fiom Cgil e Fim Cisl, con presidio finale di fronte al Comune. A motivare la protesta, la decisione aziendale di spostare le linee di montaggio nello stabilimento di Arcore (Milano) e la totale incertezza sul futuro dell’impianto.

Mercoledì 25 marzo azienda e sindacati si sono incontrati per discutere la proroga degli ammortizzatori sociali e fare un aggiornamento sulla situazione aziendale. Dopo la discussione si è rinnovato il contratto di solidarietà, che partirà il 1° aprile per concludersi il 22 settembre prossimo.

Sindacati: “Lo stabilimento non si deve svuotare”

“Al tavolo abbiamo chiesto la garanzia che le linee di montaggio rimangano a San Donà e che niente venga spostato nello stabilimento di Arcore”, spiegano Fiom Cgil e Fim Cisl: “Siamo molto dispiaciuti e amareggiati perché, oltre a non darci alcuna garanzia, la proprietà ha invece confermato la volontà di spostare queste linee”.

Al momento non è stato ancora pianificato quando avverrà lo spostamento, ma sarà fatto durante questi cinque mesi di contratto di solidarietà “Ribadiamo che per noi nulla si deve muovere”, proseguono le due categorie: “L’esubero dichiarato dall’azienda è di 45 dipendenti rispetto al numero complessivo di 57 rimasti a San Donà di Piave”.

Sindacati e Rsu hanno anche espresso la loro forte preoccupazione in merito alla tenuta dello stabilimento: “Al tavolo abbiamo evidenziato come già da due mesi le lavoratrici e i lavoratori siano senza acqua, riteniamo sia una situazione che deve essere assolutamente risolta”.

La Peg Perego ha confermato la scelta dell’advisor che avrà il compito di reindustrializzare l’impianto e che sarà presentato il 9 aprile in sede ministeriale. “Da subito monitoreremo l’eventuale progetto che ci verrà presentato”, concludono Fiom e Fim: “Riteniamo, però, che tutte le parti coinvolte debbano assumersi le responsabilità e non minimizzare quello che sta avvenendo”.