Nel 2025 sono state richieste e autorizzate complessivamente 23,8 milioni di ore di cassa integrazione, Fis e altri fondi di solidarietà. È quanto emerge dai dati Inps, elaborati dall’Ires Cgil Marche. La cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga) si attesta a circa 23,5 milioni di ore, mentre il ricorso a Fis e altri fondi arriva a quasi 300 mila ore. Rispetto all’anno precedente, nelle Marche la cassa integrazione registra un aumento di 350 mila ore (+1,5%). La tendenza risulta essere molto meno accentuata rispetto al valore medio italiano (+10,3%) e a quella del Centro Italia nel complesso (+22,6%).

Osservando i dati relativi alla distribuzione delle ore nei singoli rami di attività corrispondenti alle diverse gestioni Inps della cassa integrazione guadagni, l’aumento è più marcato nel terziario (+24,3%). L’industria rimane pressoché stabile (+148 mila ore, +0,7%) in un anno ma rispetto al 2023 la crescita è del 49,9% (+7 milioni di ore). Per ciò che concerne il terziario, si registra una crescita esponenziale nel commercio al minuto, che passa da 5 mila a 110 mila ore in un anno. Il comparto dell’edilizia registra un aumento di 19 mila ore (+4,4%).

Esplode la cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione e crisi

Tuttavia, andando a scomporre l’analisi per tipologia di intervento, emergono risultati preoccupanti. Diminuisce la Cig ordinaria, ma al contempo aumenta considerevolmente la Cig straordinaria (+3 milioni di ore, +50,5%), in particolare nella componente riorganizzazione e crisi (+2,2 milioni di ore, +363,5%). Un incremento molto più accentuato sia rispetto alle altre regioni del Centro che all’Italia nel complesso.

Nel dettaglio, la crescita in questa componente è totalmente imputabile al ramo dell’industria (+352,5%), principalmente nei settori del legno e lavorazione minerali non metalliferi (altro). L’industria marchigiana osserva segnali nettamente peggiori rispetto alle altre aree considerate. Nel terziario registriamo un aumento del +152,5%.

Fontana, Cgil Marche: “Peggiorano le condizioni economiche dei lavoratori nella nostra regione”

Per Eleonora Fontana, segretaria Cgil Marche, “la diminuzione della cassa integrazione ordinaria unita all’aumento della cassa integrazione straordinaria, sono il segnale di una fase di crisi aziendale strutturale e di riorganizzazione complessa. I dati ci dicono che le aziende stanno superando difficoltà temporanee per affrontare problemi a lungo termine che determinano un peggioramento delle condizioni economiche dei lavoratori nelle Marche. Non va sottovalutata la crescita esponenziale della cassa nel terziario, in particolare nel commercio al minuto, segnale anch’esso di difficoltà”.

Santarelli, Cgil Marche: “La crisi aumenta in maniera chiara rispetto al Centro e all’Italia”

Per Giuseppe Santarelli, segretario generale della Cgil Marche, “la mancanza di commesse si è trasformata da temporanea a strutturale. Centinaia di aziende sono in uno stato di crisi acclarata. I settori dove osserviamo maggiormente questo fenomeno sono il legno, il vetro, la ceramica, il cemento e il calcestruzzo, oltre ai settori più tradizionali come la meccanica e la chimica. Nelle Marche – conclude – la crisi aumenta in maniera chiara rispetto al Centro e all’Italia. Tutte le risorse disponibili vanno concentrate in misure di politiche industriali, in grado di invertire rapidamente questa tendenza”.