Slc Cgil, Fistel Cisl e Uil Uilcom hanno firmato con Fibercop un accordo per accompagnare alla pensione fino a 1.800 lavoratrici e lavoratori con lo strumento dell'isopensione, previsto dall'articolo 4 della legge Fornero. Si tratta di lavoratori che raggiungeranno i requisiti per la pensione anticipata, quindi di anzianità di servizio, entro novembre 2031. Lo riferiscono gli stessi sindacati.

Il bacino di uscita è prioritariamente individuato tra le aree non impegnate nella realizzazione degli obiettivi strategici aziendali legati al Pnrr, in particolare sulle consegne da effettuare entro il primo semestre 2026.

Questi i principali punti dell'accordo: fino a un massimo di 1800 uscite volontarie nel corso del 2026; fino a 5 anni (60 mesi) di scivolo per accesso alla pensione; due finestre d'uscita al 30 giugno 2026 e al 30 novembre 2026; clausola di salvaguardia per tutelare le lavoratrici ed i lavoratori da eventuali modifiche peggiorative per l'accesso alla pensione.

“L'inserimento della clausola di salvaguardia è particolarmente importante - afferma la Slc Cgil Nazionale -. Visto che il governo continua a peggiorare le norme sulla previdenza non si può rischiare che nel corso dell'applicazione dell'accordo i lavoratori restino per strada”.

Il giudizio positivo del ricorso allo strumento dell'isopensione per governare gli effetti della trasformazione del lavoro in atto nel settore delle telecomunicazioni, si accompagna in Slc al “profondo rammarico per la scarsa attenzione mostrata dall'esecutivo verso un settore strategico per il sistema Paese”.

Una scarsa attenzione che si traduce nel mancato finanziamento del contratto di espansione, nell'assenza di strumenti funzionali alla ri-professionalizzazione, nell'indisponibilità del governo a sostenere e alimentare il Fondo bilaterale di settore.

“Questo e altro - conclude Slc - limitano le possibilità negoziali e gli strumenti offerti alla contrattazione per agevolare gli effetti sul lavoro di una trasformazione digitale sempre più invasiva nei processi produttivi”.

 Al termine del primo blocco di uscite di giugno, sindacati e azienda si incontreranno per valutare eventuali correttivi funzionali in previsione della seconda finestra di uscita di novembre.