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Lavoro Marche: meno occupati con una diminuzione drammatica tra le donne, calano industria e costruzioni, crollano gli autonomi. È il quadro che emerge dai dati Istat, elaborati da Ires Cgil Marche, nel secondo trimestre 2026. Eleonora Fontana, segretaria Cgil Marche: “Siamo in un sistema industriale in forte contrazione dove sono le donne a pagare il prezzo quasi esclusivo della crisi. Occorre superare l’attuale modello agendo sulla condivisione dei carichi di cura e sulla qualità dell'occupazione. La Regione dovrebbe partire dal potenziamento dei servizi pubblici e prevedere misure che favoriscano la genitorialità condivisa”.
I dati: nel settore delle costruzioni l’occupazione cala del 17%, 7 mila posti in fumo
Diminuisce il numero di occupati (-3 mila, -0,4%), totalmente ascrivibile alla componente femminile (-13 mila, -4,4%). Aumenta il gap di genere: il tasso di occupazione maschile è del 74,1%, quello femminile è del 61,4%. Crollano gli autonomi (-38 mila unità, -25,1%). Aumentano i dipendenti (+35 mila unità, +7%). L’industria marchigiana registra un calo più intenso rispetto a quello dell’Italia, con -5 mila unità (-2,6%). Il settore delle costruzioni è quello che in misura relativa registra il calo più accentuato (-17%), con una perdita di 7 mila occupati. In flessione anche il comparto del commercio, alberghi e ristorazione (-4,4%). Aumentano agricoltura e altri servizi. Segnale positivo dai disoccupati. Stabili gli inattivi. Tra le donne le inattive aumentano di 13 mila unità (+8,9%).
I dettagli.
Crollo degli autonomi (-38 mila, -25,1%)
Nel secondo trimestre 2026 la stima degli occupati nelle Marche si attesta a 651 mila unità. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente il valore subisce una flessione di circa 3 mila unità (-0,4%), in controtendenza con il valore medio delle regioni del Centro (+0,4%) e dell’Italia nel complesso (+1,0%). Al contempo, il tasso di occupazione sale al 67,8%, fenomeno influenzato dalle dinamiche demografiche che vedono una diminuzione costante della popolazione in età attiva. Il valore, tuttavia, risulta superiore sia al dato medio del Centro (67,7%) che alla media italiana (63,4%). La diminuzione dell’occupazione è totalmente imputabile al crollo degli autonomi (-38 mila, -25,1%). Di converso, i dipendenti subiscono un incremento di 35 mila unità (+7%), maggiore rispetto alla crescita delle altre aree considerate.
Tra i macrosettori l’industria marchigiana registra un calo di 5 mila occupati (-2,6%), più intenso rispetto a quello dell’Italia nel complesso (-0,7%). Lo stesso le costruzioni, settore che diminuisce di 7 mila occupati e, in misura relativa, registra il calo più accentuato (-17,0%). In Italia l’edilizia osserva una diminuzione degli occupati del -1,4%. In flessione anche il comparto del commercio, alberghi e ristorazione (-4,4%). Aumentano, invece, l’agricoltura (+3 mila unità, +34,8%) e il macro-comparto degli “altri servizi” (+12 mila, +4,5%).
Cala il tasso di occupazione femminile e crolla il numero delle donne con una perdita di 13 mila unità
A livello di genere, l’aumento occupazionale della componente maschile (+11 mila unità, +3,1%) non riesce a compensare la perdita delle occupate donne (-13 mila unità, -4,4%). Donne che osservano altresì una diminuzione consistente del tasso di occupazione, sceso al 61,4%.
Segnale positivo dai disoccupati, i quali vedono un crollo di 8 mila unità (-19,2%), diminuzione più intensa rispetto a quella verificatasi nell’intero Paese (-9,8%). Contestualmente cala il tasso di disoccupazione che si attesta a 4,9%.
Tra i disoccupati, la flessione coinvolge in misura maggiore la componente femminile (-7 mila, -32,0%).
Rimangono stabili, invece, gli inattivi in età da lavoro (15-64 anni), che si attestano a 261 mila unità (+0,2%). Stabilità data dal forte aumento della componente più vicina al mercato del lavoro, le forze di lavoro potenziali (+13 mila unità, +46,1%), mentre gli inattivi più “scoraggiati” diminuiscono di 12 mila unità (-5,3%). Nell’area del Centro e in Italia nel complesso la componente inattiva registra, invece, una diminuzione. Il tasso di inattività nelle Marche sale al 28,6%. Dal punto di vista di genere, l’inattività è sempre più trainata dalle donne. Infatti, se tra gli uomini gli inattivi calano di 12 mila unità (-10,8%), tra le donne vi è un aumento di 13 mila inattive (+8,9%)






















