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Ci sono storie che a conoscerle ci capovolgono la prospettiva sul mondo, anche se troppo spesso restano invisibili. Eppure, conoscendole, scopriremmo che il mondo non è fatto solo di bianco e nero, di giusto e sbagliato, di persone che possono – o non possono – lavorare. “Ascolta le mia voce” è il titolo scelto quest’anno da Inail per la nuova edizione del concorso SuperAbile. L’obiettivo è tessere le fila di un podcast corale, che dia spazio a racconti autentici sul rapporto tra lavoro e disabilità, attraverso testimonianze dirette, senza filtri, capaci di restituire la complessità delle esperienze vissute.
Un lavoro diverso, non un diversivo
Ancora troppo spesso, infatti, la disabilità è percepita come limite a una vita piena, soprattutto da parte del mondo esterno, piuttosto che da chi la vive in prima persona per esperienza diretta o in qualità di caregiver. Questo porta a confinare l’esperienza lavorativa in spazi di crescita estremamente ridotti, perché condizionati da un pregiudizio, che associa il lavoro per una persona disabile a una sorta di “diversivo”.
L’accesso al lavoro: ancora una sfida
L’accesso al lavoro per le persone con disabilità continua a rappresentare una sfida significativa all’interno del sistema occupazionale italiano. Persistono, ad esempio, forti e documentate criticità rispetto all’impiego delle persone con disabilità intellettive: lacune nel funzionamento dei servizi di supporto e mediazione al lavoro, così come nello sviluppo di percorsi di inclusione professionale che siano realmente efficaci e duraturi.
Il diritto al lavoro: ancora un miraggio
Il diritto al lavoro per le persone con disabilità non è, dunque, ancora pienamente esigibile, nonostante sia riconosciuto dalla Convenzione delle Nazioni Unite e, in Italia, regolato dalla Legge 68/1999, che istituisce il "collocamento mirato".
Il concorso “Ascolta la mia voce”
Il concorso “Ascolta la mia voce” nasce per squarciare un velo: non interviste tradizionali, ma brevi audioracconti, che facciano emergere storie intime, scelte, ostacoli, possibilità. “Hai trovato il lavoro dei tuoi sogni? Oppure ne hai scoperto uno per caso, lungo il percorso? Sei riuscito a riprendere il tuo lavoro oppure hai incontrato porte chiuse? La tua disabilità è stata un ostacolo, una sfida o, in alcuni momenti, anche una risorsa?” Queste alcune delle domande da cui partire, per condividere la propria esperienza personale.
Difficoltà, pregiudizi, ostacoli da superare
La disabilità può essere una condizione con cui si convive sin dalla nascita, o una “nuova” compagna con cui confrontarsi in età adulta, frutto di un incidente, di una malattia, di un evento improvviso, che ha modificato radicalmente un percorso di vita e di conseguenza l’approccio al proprio lavoro. Difficoltà, pregiudizi, rapporti con i colleghi che possono aver rappresentato un limite all’accesso, oppure sono cambiati radicalmente in corsa. E c’è anche qui, al proprio lavoro, ha dovuto rinunciare.
Come partecipare al concorso
L'obiettivo è raccogliere storie capaci di far emergere non solo le difficoltà, ma anche le trasformazioni, le scoperte e le possibilità inattese. La partecipazione prevede l'invio di un audioracconto della durata massima di tre minuti. Ogni contributo dovrà essere originale e potrà essere basato su esperienze personali, vissute direttamente o osservate da vicino. Gli audio dovranno essere accompagnati da poche righe che raccontino come è nata l'idea, insieme a brevi cenni biografici dell'autore o dell'autrice. Sarà possibile inviare i propri audio fino alle ore 12 del 21 settembre 2026. Una selezione dei podcast ammessi al contest troverà spazio sul portale di SuperAbile Inail e nella rivista “SuperAbile Inail”.
Un invito a raccontarsi
Il concorso è un invito a raccontarsi in maniera autentica, fuori dalla retorica, che non è quasi mai di chi la disabilità la vive, ma piuttosto sta nelle parole di chi la osserva. Un’occasione per parlare di disabilità sfatando gli stereotipi basati sui vuoti, sulle mancanze, su ciò che non c’è, per provare a capovolgere la narrazione: ci sono persone con disabilità che vivono una vita piena. E persone senza alcuna disabilità che si lasciano vivere.
























