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Oggi in Regione Liguria un incontro su formazione, caporalato, previdenza complementare tra il presidente, Marco Bucci, gli assessori competenti e Cgil, Cisl e Uil.
Per la Cgil, come si legge in un comunicato, la formazione professionale deve essere direzionata a governare il mercato del lavoro intervenendo sulla qualità dell’occupazione e favorendo l’integrazione, sia attraverso politiche attive del lavoro sia attraverso investimenti sullo sviluppo che tengano conto dei fabbisogni espressi dalle imprese.
"Dare ai giovani concrete opportunità di lavoro – scrive il sindacato –, mantenere alti gli standard professionali di chi è già impiegato, garantire uno sviluppo di qualità, deve essere l’assunto dal quale si parte per intervenire sul sistema formativo ligure”. A questo proposito è stata definita per settembre la convocazione di un tavolo di confronto tra Regione Liguria, parti sociali e parti datoriali.
Sul tema del caporalato la Cgil, che a seguito dei fatti di Vado aveva inoltrato richiesta specifica di incontro, ha chiesto alla struttura commissariale di farsi carico della ricollocazione dei lavoratori della RBB rimasti senza reddito e cassa integrazione, a rischio alloggio e permesso di soggiorno. Alla Regione Liguria è stato chiesto che, in caso di situazioni limite come quella del savonese, si attivi un fondo a tutela dei lavoratori coinvolti. Per la CGIL è necessario che insieme al sostegno concreto a chi direttamente o indirettamente è vittima di caporalato, si affianchi il messaggio che nessuno deve essere lasciato solo davanti all'illegalità.
Infine è stato affrontato il tema della previdenza complementare sulla quale la Cgil ha espresso contrarietà alle forme di attuazione previste dall'autonomia differenziata. Per la Cgil occorre tutelare i fondi contrattuali che datori di lavoro e sindacati costruiscono da decenni per la previdenza senza alcuna necessità di distrarre risorse pubbliche in favore delle assicurazioni private.






















