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Dopo mesi di incertezza, la vertenza Irigom registra una svolta. L’azienda, che si occupa di trattamento e gestione di rifiuti industriali, è al centro di una crisi che coinvolge 47 lavoratori dello stabilimento di Taranto, fermi da quasi un anno dopo il sequestro dell’impianto in seguito all’incendio del 28 giugno 2025.
Al tavolo convocato a Bari dalla Regione Puglia arriva un’intesa che mette al riparo, almeno nell’immediato, i dipendenti. Il nodo più urgente era la scadenza della cassa integrazione ordinaria, fissata al 2 maggio: senza un intervento, i lavoratori sarebbero rimasti senza alcuna tutela economica.
Ammortizzatori e continuità di reddito
L’accordo prevede la richiesta di accesso alla Cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione e ristrutturazione aziendale. La misura riguarderà 37 lavoratori per una durata di 12 mesi, a partire dal 4 maggio. L’azienda si è impegnata a garantire il pagamento alle normali scadenze e ad adottare un criterio di rotazione nell’utilizzo del personale.
Un passaggio decisivo per evitare il vuoto di reddito che si profilava a breve. A questo si aggiunge la disponibilità di Arpal a prendere in carico i lavoratori per percorsi di formazione e riqualificazione, con l’obiettivo di non lasciare ferma la forza lavoro durante la fase di stallo produttivo.
Il tavolo permanente e il monitoraggio
Dal confronto emerge anche una scelta importante: il tavolo Sepac diventa permanente. Il presidente del Comitato, Leo Caroli, ha fissato un primo appuntamento di monitoraggio entro il 30 maggio.
Una decisione che prova a evitare quanto accaduto nei mesi precedenti, quando la vertenza si era incagliata senza sviluppi concreti. Ora il confronto resta aperto, con verifiche periodiche sull’avanzamento degli impegni presi da azienda e istituzioni.
Nodo giudiziario e nuova istanza
Resta però il nodo centrale: il sequestro dell’impianto. Il capannone C1 è ancora sotto vincolo e la precedente richiesta di facoltà d’uso è stata respinta dal Gip per assenza di elementi nuovi, nonostante il parere tecnico favorevole.
L’azienda punta ora a ribaltare questo scenario. Il cambio del management e l’avvio della progettazione integrale del risanamento, affidata a un soggetto specializzato, vengono indicati come elementi di discontinuità. A questo si aggiunge il sopralluogo della polizia giudiziaria del 22 aprile. Su queste basi Irigom si prepara a presentare una nuova istanza, impegnandosi a recepire integralmente le prescrizioni tecniche.
Tra tutela e rilancio industriale
Il segretario generale Filctem Cgil Taranto, Francesco Bardinella, parla di un passaggio decisivo dopo una lunga fase di impasse che rischiava di scaricarsi interamente sui lavoratori. L’intesa, però, non chiude la vertenza.
Per il sindacato la partita vera si gioca sulla possibilità di rimettere in funzione il sito. Senza una risposta positiva sul fronte giudiziario e senza tempi certi per la bonifica e la messa in sicurezza, il rischio è che gli ammortizzatori sociali diventino solo una soluzione tampone. Il percorso verso la riattivazione resta aperto e ancora tutto da verificare.






















