Una due giorni di incontri, confronto e costruzione di alleanze si è svolta a Bruxelles il 22 e 23 aprile, presso la sede della Fgtb. La Rete sindacale per le migrazioni mediterranee e subsahariane (Rsmms), insieme a organizzazioni europee e internazionali, ha promosso un momento di coordinamento e mobilitazione dedicato alla tutela dei migranti senza documenti.

All’iniziativa hanno preso parte rappresentanti sindacali, esponenti della società civile e interlocutori istituzionali europei, con l’obiettivo di riportare al centro dell’agenda politica il tema della regolarizzazione e dei diritti del lavoro.

Al centro della mobilitazione, la presentazione di una dichiarazione di posizione condivisa, elaborata con il contributo della Confederazione europea dei sindacati, della Confederazione sindacale internazionale e della rete Picum.

Il documento ha ribadito un principio considerato essenziale: i diritti del lavoro e la dignità della persona devono essere garantiti a tutti, indipendentemente dallo status migratorio.

“È una posizione condivisa dei sindacati che vuole portare alle istituzioni europee una richiesta che nasce dal riconoscimento di una realtà: in Europa molti lavoratori stranieri non sono regolari. È un principio che va assolutamente capovolto, nel senso che chi lavora non può essere irregolare”. Lo dice Giuseppe Scifo, del dipartimento politiche immigrazione europee e internazionali della Cgil”.

“Oggi l'Europa sta portando avanti politiche assolutamente nel segno opposto - continua -, sono politiche repressive, di respingimento. A partire dalla richiesta del movimento sindacale europeo occorre cambiare rotta, perché l'Europa deve tornare a essere l'Europa dei principi fondamentali, del rispetto dei diritti umani, soprattutto del rispetto dei diritti di chi lavora”.

Scifo Europa
Scifo Europa