La strage sul lavoro quotidiana in Italia non si ferma mai. E se la regola delle tre vittime ogni 24 ore è il risultato di una media matematica che non conosce pause, ci sono giorni in cui la mancanza di tutele riesce a superarla.

Così capita che nelle redazioni arrivino anche ogni ora notizie di nuovi morti e feriti, neanche fossimo corrispondenti di guerra in attesa dei bollettini. Oggi, recuperando anche alcuni decessi avvenuti nella notte e resi noti soltanto questa mattina, i morti in tutto sono arrivati a sette.

In una macabra suddivisione per situazioni ricorrenti, ne contiamo due schiacciati, due caduti dall’alto, due sulla strada e uno stroncato da un malore. Si muore ancora come si moriva cinquanta o addirittura settant’anni fa. Precipitando da ponteggi e tetti di capannoni, finendo sotto a macchinari o sponde di camion, in uno scontro frontale tra tir, trasportando carichi pesantissimi mentre il clima si è fatto già rovente in questa coda di primavera.

E raccontandolo non riusciamo a tradurre in poche righe il dolore di vite spezzate, il vuoto che si crea in così tante famiglie ogni giorno, un vuoto inaspettato, senza preavviso. Si risponde a un “ciao, buona giornata”, da coniugi, da figli, senza immaginare che quella sarà l’ultima frase detta alla persona amata.

Nulla si è fatto dopo tante stragi quest’anno, dal cantiere dell’Esselunga a Firenze alle rotaie di Brandizzo, dalla centrale Enel di Suviana alle fogne del palermitano, in fatti balzati sotto i riflettori della cronaca solo per aver causato morti plurime. Nessuna di quelle stragi ha fatto tante vittime quanto i sette episodi singoli di oggi. E quindi, presumibilmente, nulla si farà anche stavolta. Domani riprenderemo il nostro lavoro di cronisti, affidando all’archivio della narrazione quotidiana i prossimi dieci, cento, mille morti sul lavoro, aspettando un cambio di rotta o almeno un segnale che non arriva mai.

(Qui di seguito i link agli articoli che raccontano i 7 infortuni mortali sul lavoro)

TRENTINO

MARCHE 

CALABRIA

EMILIA-ROMAGNA

LOMBARDIA