I numeri sono impressionanti. 63 mila persone morte in Europa per il caldo eccessivo nel 2024. Il 70 per cento dei 24 mila decessi dell’estate 2025 per le ondate di calore in 854 città europee è stato causato dai cambiamenti climatici.

Poi ci sono le morti premature provocate dell’inquinamento atmosferico, 600 mila nel vecchio continente, 300 mila nella Ue, 70 mila in Italia secondo le stime più accreditate. E ancora, le perdite economiche, i danni causati dagli eventi estremi, le ore di lavoro andate in fumo.

Crisi climatica come il Covid

Il rapporto della commissione indipendente su clima e salute della divisione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità, composta da ex capi di governo, rappresentanti di organizzazioni internazionali e della società civile, enumera dati drammatici. E lancia una richiesta: classificare come emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale il cambiamento climatico, come è stato fatto per il Covid e per l’epidemia di Ebola in corso.

I motivi sono presto spiegati: è in corso una crisi che colpisce simultaneamente salute, alimentazione, acqua, energia e sicurezza nazionale, l’Europa è l’area che registra un aumento delle temperature in misura doppia rispetto alla media globale, il climate change è una minaccia alla sicurezza, un’emergenza sanitaria e una bomba economica a orologeria. E il margine di manovra per evitare danni irreversibili è ormai ridotto, specificano gli esperti.

Modello di sviluppo sbagliato

L’Oms conferma che il riscaldamento climatico è figlio di un modello di sviluppo incompatibile con la struttura della Terra, di un sistema che pur di massimizzare i profitti continua a sfruttare le fonti fossili che alimentano la crisi, a deforestare, a inquinare portando a un drammatico declino della biodiversità. Ad oggi “le regole, i mezzi finanziari e le priorità politiche vanno tutte nella direzione sbagliata”.

17 raccomandazioni

La Commissione ha elaborato un documento nel quale vengono formulate 17 raccomandazioni rivolte ai governi per rafforzare le misure di contrasto al cambiamento climatico e alle sue conseguenze sanitarie. Tra queste, rafforzare le azioni a livello locale, riformare i sistemi economici e finanziari che sono all’origine della crisi climatica, integrare la variabile climatica in tutte le politiche nazionali, non solo energetiche ma anche finanziarie, di difesa e sanitarie.

Viene proposto inoltre di eliminare progressivamente i sussidi ai combustibili fossili, destinando le risorse a energie rinnovabili, trasporto pubblico, alimentazione sostenibile e sistemi sanitari resilienti al clima.

Sul fronte sanitario vengono chiesti investimenti nella formazione obbligatoria degli operatori sui temi clima-salute, nell’integrazione della salute mentale nelle strategie climatiche e in standard di approvvigionamento green per ridurre le emissioni del settore sanitario.

Minaccia alla sicurezza

“Il cambiamento climatico è una minaccia alla sicurezza, un’emergenza sanitaria e una bomba economica a orologeria, tutto in uno - ha dichiarato Hans Henri P. Kluge, direttore dell’ufficio regionale Oms per l’Europa -. Nel frattempo, i governi spendono miliardi per sovvenzionare i combustibili che causano il cambiamento climatico e gravano sui nostri sistemi sanitari. Questa commissione dice chiaramente ai leader: agite ora, finché esiste ancora una finestra di opportunità per un’azione preventiva”.