Trenta punti vendita a rischio chiusura, 300 dipendenti senza più garanzie per il futuro. È questa la situazione della Giochi Preziosi, storico gruppo (fu fondato nel 1978) produttore e distributore di giocattoli. Una crisi esplosa a inizio anno, cui i sindacati hanno risposto proclamando lo stato d’agitazione.

Una decisione non più rinviabile, soprattutto alla luce del quadro emerso nel corso degli incontri con l’azienda, che vedono “il ridimensionamento del perimetro aziendale; l’assenza di un piano industriale credibile; la prosecuzione di chiusure, riorganizzazioni e interventi sulla rete di vendita; il ricorso agli ammortizzatori sociali; l’assenza di impegni aziendali chiari e verificabili”.

Sindacati: “Crisi gestita senza trasparenza”

“L’azienda non ha ancora condiviso il piano di ristrutturazione”, spiegano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, considerandolo “un passaggio decisivo per definire il futuro industriale e occupazionale del gruppo. La vicenda non riguarda una singola azienda: il gruppo conta al proprio interno almeno otto società collegate”.

Le tre sigle evidenziano che “alcuni punti vendita sono già stati chiusi. E tra sfratti, criticità locative, mancati rinnovi e trattative ancora aperte, la tendenza sembra destinata a continuare anche nei prossimi mesi. Ci troviamo davanti a una situazione gravissima, nessun piano chiaro e chiusure già in corso. Così si riduce, un pezzo alla volta, la rete retail, scaricando su lavoratrici e lavoratori il costo di una crisi gestita senza trasparenza”.

Filcams, Fisascat e Uiltucs chiedono l’apertura urgente di un tavolo presso il ministero delle Imprese. “Non siamo di fronte a episodi isolati, ma a una crisi che investe un intero gruppo. Serve un confronto concreto e complessivo, perché non è accettabile che un’azienda come Giochi Preziosi proceda senza un disegno chiaro, mentre posti di lavoro e salari restano sospesi".

Sciopero a Bergamo

La protesta nel gruppo Giochi Preziosi entra nel vivo. Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno proclamato lo stato di agitazione nazionale: una mobilitazione che si è tradotta oggi (martedì 7 aprile) in una giornata di sciopero a Bergamo. L’adesione delle addette della filiale di via XX Settembre 58 è stata totale, il negozio resterà chiuso per l’intera giornata.

"Siamo molto preoccupate perché non abbiamo risposte o certezze”, commenta la Rsa Giochi Preziosi Bergamo Simona Ceresoli: “Ogni giorno entriamo in un negozio sempre più vuoto senza sapere cosa ne sarà del nostro lavoro domani. Il silenzio dell'azienda non è più accettabile”.

“Siamo preoccupati per la chiusura dello store e per le prospettive occupazionali delle dieci dipendenti, che da circa un mese e mezzo vivono una situazione incerta”, dichiara il segretario generale Filcams Cgil Bergamo Nicholas Pezzè: “Il negozio è semivuoto, la pressione per il futuro è elevatissima, la tensione è alta e l’azienda non parla. Con questo sciopero chiediamo risposte”.