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La Filt Cgil del Friuli Venezia Giulia interviene sulla proposta messa in campo in Consiglio Regionale, appresa dalla stampa, con “un ordine del giorno in cui si chiede alla Regione di farsi parte attiva presso il governo di una proposta normativa per superare il limite anagrafico dei 68 anni per il rinnovo della patente D”.
Il sindacato si chiede “se chi avanza queste fantasmagoriche idee è ha conoscenza della normativa del settore e del lavoro in questione, considerando che questo personale dopo i 60 anni di età è obbligato a visita annuale presso la Commissione medica locale”.
Il punto vero, continua la nota, “è che si vuole distogliere l'attenzione dai problemi veri che attanagliano il settore del trasporto pubblico locale e ancor di più in questa regione: mancata esigibilità delle risorse già stanziate, automezzi vetusti, criteri di affidamento della gara al massimo ribasso per 10 anni più 5, assenza di sistemi di vigilanza a tutela della sicurezza, eccetera”.
Si ricorda poi che “per tutta la durata del Covid gli autisti del servizio pubblico locale, riconosciuto essenziale, hanno sempre lavorato anche oltre il dovuto per coprire frequentemente i turni dei colleghi ammalati e spesso senza alcun dispositivo di protezione individuale ed in cambio hanno ricevuto e ricevono solo sputi ed insulti, senza protezioni necessarie”.
E ancora: "Chi non conosce la materia sa che i nastri lavorativi prevedono micidiali turni di cui il 30-40% dei tempi di impiego vengono trascorsi, nell'attesa della partenza della linea, in luoghi con servizi fatiscenti o completamente assenti, luoghi isolati e desolanti, con il caldo e il freddo. A questo si aggiungono continue violenze e litigi , per uno soggiorno che per quanto ci si impegni a malapena arrivando a fine mese se sei bravo".
Inoltra, "le aziende del trasporto pubblico locale presenti sul territorio regionale, non sono state in grado di introdurre una politica lungimirante per sopperire alla mancanza di autisti ma hanno fatto la cosa più semplice: mantenere tutti i servizi in azienda, caricare sulle spalle dei conducenti rimasti ulteriore lavoro , con doppi turni, corse aggiuntive, limitazioni e eliminazione di ferie e permessi. Il tutto regolamentato da una normativa risalente ai tempi di Vittorio Emanuele III, Re d'Italia". Quindi, si chiede la Filt Fvg, " perché questi lavoratori dovrebbero restare in produzione oltre il dovuto? Forse perché sono stati ridotti ad una specie di schiavitù moderna a basso costo ed altissimo rendimento? Stipendi bassissimi nonostante le nostre innumerevoli lotte sindacali per turni massacranti che sgretolano anche i nuclei familiari più audaci e con una scarsissima considerazione da parte della società civile".
Inoltre, " la proposta avanzata non sarebbe risolutiva del problema ma semplicemente rimanderebbe la questione di 2/3 anni più in là e poi? Perché invece di continuare a spremere i lavoratori oltre il dovuto non si pensi di investire in retribuzioni, contributi, condizioni di lavoro, sicurezza? Migliorare la condizione lavorativa degli autisti è fondamentale per garantire un ricambio generazionale nel settore del trasporto pubblico oramai non più rinviabile, oltre a garantire un servizio sicuro ed efficiente per l'utenza regionale: queste sono alcune strategie concrete e innovative che potrebbe fare la differenza”.
Ma queste misure, conclude la nota, "non si attuano perché costerebbero troppo e i soldi servono per le armi e le guerre , per i vitalizi e le auto blu? E per fortuna che in questa Regione qualche cosa si è fatta, poco ma è pur sempre qualcosa".