“La mobilitazione e gli scioperi delle lavoratrici e dei lavoratori dell’ex Ilva hanno ottenuto la convocazione del tavolo di confronto a Palazzo Chigi per il 27 ottobre prossimo alle ore 17”. A dirlo i segretari generali di Fiom Cgil (Michele De Palma), Fim Cisl (Ferdinando Uliano) e Uilm Uil (Davide Sperti), precisando che “il confronto nella sede istituzionale è necessario per avere garanzie e certezze sul piano industriale, lavorativo e sociale”.

La convocazione per l’ex Ilva è dunque arrivata e, per ora, la mobilitazione rientra. A Taranto i presìdi sulle statali 7 e 106 sono stati rimossi già stamani, mentre lo sciopero (nel capoluogo oggi è la quinta giornata di stop) terminerà alle 23 di questa sera. A Genova, altro centro nevralgico della protesta nazionale, la mobilitazione era terminata nella serata di mercoledì 14.

Soddisfazione, infine, hanno espresso i sindacati per il documento unitario sulla vertenza ex Ilva di Taranto approvato, per la prima volta in maniera congiunta, da sigle sindacali, istituzioni locali e forze politiche regionali di maggioranza e opposizione, a seguito del vertice alla presidenza della Regione Puglia che si è tenuto nel pomeriggio di ieri.

Scarpa, Fiom: “Ora misure per gestire la transizione”

“I tribunali stanno decidendo rispetto a un'assenza di questi anni da parte della politica e delle istituzioni”, ha detto il coordinatore nazionale siderurgia Fiom Cgil Loris Scarpa. “L'Ilva decarbonizzata si doveva fare prima, era l'obiettivo che avevamo già da tempo come sindacato e l'abbiamo anche ora, a prescindere da quello che sarà la sentenza della Cassazione”.

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Rispetto ai tempi entro i quali si arriverà a eliminare il carbone dal ciclo produttivo, Scarpa ha spiegato che “è per questo motivo che abbiamo chiesto al governo, con un documento unitario, condizioni specifiche per gestire la transizione”. Un esempio? La questione della condizione sociale, che “non significa solo la cassa integrazione, ma è quella di far lavorare le aree a freddo e trovare come alimentarle con le bramme e con i coils. Occorre costruire le condizioni affinché i lavoratori abbiano una cassa integrazione dignitosa”.

Scarpa evidenzia anche la necessità di “affrontare finalmente il tema delle uscite dei lavoratori, perché è oggettivo che questa situazione è stata snervante”. Poi, aggiunge, ci sono le questioni “della salute e della sicurezza rispetto a quello che accade dentro l'azienda finché non viene completamente manutenuta”.

Scarpa, infine, sottolinea l’importanza del documento firmato ieri tra sindacati e Regione Puglia: “Il fatto che le istituzioni, tutte insieme, approvino l'idea che il lavoro e la salute non sono diritti disgiunti e non sono in competizione tra di loro, serve anche a mettere pace e a dare una prospettiva a questo territorio, fornendo ai lavoratori elementi per essere ascoltati rispetto alla loro condizione e alla condizione degli stabilimenti".

Brigati, Fiom: “Servono misure straordinarie e prospettive industriali”

“Non arretreremo di un millimetro, perché abbiamo la necessità di avere risposte chiare rispetto alle misure straordinarie e alla prospettiva industriale”. Così il segretario generale Fiom Cgil Taranto e Puglia Francesco Brigati, al termine dell'assemblea dei lavoratori che ha deciso la conclusione dello sciopero e la rimozione dei blocchi stradali.

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“Un ringraziamento particolare va al presidente della Regione Puglia Antonio Decaro – ha detto Brigati – che è riuscito a mettere insieme opposizione e maggioranza sul recepimento delle rivendicazioni delle organizzazioni sindacali, contenute nel documento del Consiglio di fabbrica del 7 ottobre”. Nel documento sono stati individuati punti chiari “sia sulla prospettiva industriale e sul processo di decarbonizzazione sia sulle misure straordinarie necessarie per tutelare i lavoratori”.

Il secondo risultato è la convocazione del tavolo a Palazzo Chigi per il 27 ottobre. “La convocazione l’abbiamo ottenuta con la nostra determinazione, è una conquista ma non una soluzione”, conclude Brigati: “Abbiamo delle tappe: il 20 ottobre la Cassazione, poi a Palazzo Chigi il 27, poi ancora il deposito delle offerte di Acciaierie d’Italia entro il 9 novembre. Dobbiamo mantenere una pressione costante. Continueremo a mobilitarci fino a quando non arriveranno risposte”.