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Cgil e la Fiom Sicilia hanno scritto al presidente della Regione Renato Schifani per chiedere che l’ente da lui guidato “si faccia parte attiva per scongiurare il ridimensionamento in Sicilia delle attività del gruppo Zenita”, azienda del settore delle infrastrutture Ict e della cybersecurity, che ha disposto il trasferimento dalla Sicilia (in particolare da Palermo e da Catania) di otto lavoratori su 12.
“Questi trasferimenti - dicono Francesco Foti (segretario generale Fiom Sicilia) e Gabriella Messina (segretaria confederale Cgil Sicilia) - significano di fatto una riduzione della presenza operativa nell’isola, in pratica esuberi”. Un incontro è convocato per il 22 ottobre dal ministero delle Imprese, Cgil e Fiom sollecitano la partecipazione della Regione.
A Schifani i due esponenti sindacali scrivono che “non è accettabile una riorganizzazione aziendale che venga effettuata senza una valutazione trasparente delle ricadute occupazionali e industriali sulle sedi siciliane, nonché senza un confronto concreto sulle possibili alternative che coinvolga la Regione Sicilia”. Foti e Messina evidenziano anche che l’azienda vede peraltro la partecipazione di una società della Cassa depositi e prestiti.
“Sono in gioco – concludono - la tenuta occupazionale, la valorizzazione di professionalità altamente specializzate e la permanenza in Sicilia di competenze tecnologiche essenziali in un settore che rappresenta uno dei pilastri della trasformazione digitale e della sicurezza dei sistemi informativi. Si rischia peraltro d’indebolire le prospettive di sviluppo industriale del territorio”. Cgil e Fiom chiedono, dunque, di essere convocate per fare il punto della situazione.























