“Ci hanno chiesto di fare i riscossori. Io sono un educatore, non un riscossore delle tasse per conto terzi”. Lo dice forte e chiaro Roberto Pietrobon, docente di una scuola primaria a Biella, denunciandolo in una testimonianza video raccolta dalla Cgil. “Il Comune di Biella – scrive il sindacato – ha chiesto al corpo docente di verificare e di contattare le famiglie dei bambini in ritardo con i pagamenti del servizio mensa”.  

"Ci hanno fornito un elenco di nominativi, violando la privacy, affinché io telefonassi alla mamma di Francesco, di Cristiano o di Mohammed per dirle che aveva lasciato il proprio figlio in mensa senza averne diritto: ‘vieni a riprendertelo’. Io ho disobbedito e mi sono rifiutato di rispondere a una circolare che mi chiedeva di fare cose fuori dalle mie mansioni, dal mio contratto e dal mio ruolo pedagogico educativo. Quando ho espresso il mio dissenso per tutta risposta mi hanno cancellato il pasto in mensa. Biella è una città in cui i pasti delle mense costano tanto, una famiglia con più figli può arrivare a spendere centinaia di euro al mese ed è possibile che le famiglia abbiano delle morosità legate a ragioni sociali”.

Flc Cgil Biella e Piemonte: “Il momento del pasto è un tempo educativo a tutti gli effetti”

La Flc Cgil Piemonte e la Flc Cgil Biella si sono schierate accanto ai docenti che si sono ribellati e hanno espresso “netta contrarietà in merito alla gestione del recupero crediti, che si ripercuote pesantemente sul clima scolastico e sulla serenità dei bambini. Il momento del pasto in ambito scolastico non è un mero servizio a domanda individuale, ma un tempo educativo a tutti gli effetti, integrato nel piano dell’offerta formativa. Creare disparità, discriminazioni o situazioni di disagio tra gli alunni al momento del pranzo mina le basi dell’inclusione scolastica e del diritto allo studio. Riteniamo inaccettabili le recenti direttive e sollecitazioni indirizzate al personale scolastico, relative al controllo delle posizioni debitorie delle famiglie per il servizio mensa nel Comune di Biella.

“Privo di umanità chiedere ai docenti di contattare le famiglie in ritardo nei pagamenti”

“I docenti e il personale scolastico svolgono una funzione fondamentale nell’educazione, nell’inclusione e nel benessere psicofisico degli alunni – scrivono i sindacati –. Attribuire al personale della scuola mansioni di verifica, controllo o sollecito dei pagamenti relativi al servizio di refezione scolastica è del tutto inaccettabile e fuori da ogni previsione contrattuale. È inoltre un comportamento privo di umanità e sensibilità chiedere ai docenti di contattare le famiglie in ritardo nei pagamenti per ‘invitarle a organizzarsi per andare a prendere i propri figli a scuola all’ora di pranzo’, senza interrogarsi sulle ricadute psicologiche sui bambini esclusi. Il personale della scuola non deve né può trasformarsi in un ‘agente di riscossione’ o in un controllore delle morosità per conto dell’Amministrazione comunale, che evidentemente non riesce a gestire le posizioni debitorie dei genitori di alcuni bambini”.

“Il contrasto al fenomeno dei mancati pagamenti deve essere gestito esclusivamente attraverso gli uffici comunali preposti, i servizi sociali e gli strumenti amministrativi dedicati, garantendo al contempo un reale supporto alle famiglie in situazioni di svantaggio economico e sociale. Il Comune di Biella è recidivo in tali comportamenti e, pertanto, chiediamo con forza allo stesso Comune e agli organi competenti – concludono Cgil e Flc – l’immediata revoca di qualsiasi richiesta di coinvolgimento del personale docente e Atanelle attività di monitoraggio e controllo delle morosità relative al servizio mensa, nonché l’avvio di un tavolo di confronto urgente per individuare modalità gestionali idonee a tutelare, in via prioritaria, la dignità e i diritti di tutte le alunne e di tutti gli alunni”.