“Dall’incontro di giovedì 15 tra le organizzazioni sindacali e Stellantis non sono emerse novità”. A dirlo sono Samuele Lodi (segretario nazionale Fiom Cgil) e Ciro D’Alessio (coordinatore nazionale automotive Fiom Cgil), precisando che “l’incontro si è tenuto in risposta alla nostra lettera unitaria con la quale chiedevamo riscontri sulla situazione nei vari stabilimenti, a partire da Mirafiori dove è ripresa la cassa integrazione a fronte dei deludenti numeri della 500”.

Lodi e D’Alessio evidenziano che “non c’è certezza alcuna su un secondo modello su Mirafiori, diversamente da come era emerso da alcune dichiarazioni dell’azienda. L’eventualità è legata a condizionalità che però devono concretizzarsi a partire dalle questioni legate ai costi energetici”.

Su Cassino “ancora nulla fino a dicembre, così come era stato annunciato a maggio”. Su Termoli si registra “la conferma definitiva dell’abbandono del progetto gigafactory. Inoltre è emerso un ritardo dell’avvio della produzione della trasmissione eDCT per problematiche legate ai livelli di qualità che necessitano ancora di tempo per essere risolti”. Rispetto a Pratola Serra “è in fase di sperimentazione un nuovo modello Mild Hybrid diesel”. Infine, nessun chiarimento “è arrivato neanche rispetto alle eventuali e possibili joint venture con costruttori stranieri”.

La Fiom ritiene “inutile e anche dannoso che l’azienda scarichi le responsabilità della crisi che sta vivendo alle scelte della Commissione europea e di quella politica pro-transizione. Bisogna che ognuno si assuma le proprie responsabilità, partendo dall’azienda, rispetto alle missioni produttive e agli investimenti fino ad arrivare al governo che, oltre agli annunci, dovrebbe mettere in campo iniziative concrete, come il ripristino del fondo per l’automotive, per sostenere il rilancio del settore nel nostro Paese”.