PHOTO
Rinnovato il contratto integrativo di gruppo Birra Peroni per gli anni 2026-2029 dai sindacati Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, il coordinamento nazionale delle Rsu, l’azienda e Unindustria.
Tra conquiste normative più significative, il riconoscimento del tempo tuta, che consolida e amplia il sistema di diritti e tutele dei lavoratori, la centralità del ruolo contrattuale della Rsu e del coordinamento nazionale, il rilancio del comitato ristretto nazionale e delle commissioni tecniche bilaterali sui temi della sicurezza, formazione, professionalità e competenze. Importanti anche gli interventi a favore del sostegno abitativo e quelli di welfare territoriale.
Particolare attenzione è stata dedicata anche ai temi della sostenibilità ambientale, sociale e di governance, della digitalizzazione e dell’IA nell’ambito di un modello partecipativo fondato su un dialogo continuo e costruttivo, nel rispetto dei diritti dei lavoratori, della sicurezza e dello sviluppo sostenibile.
Miglioramenti anche sul tema degli appalti: è stata rafforzata l’osservanza della normativa vigente e del contratto collettivo nazionale del settore di riferimento da parte delle imprese appaltatrici, e previste ulteriori tutele ai lavoratori, rispetto al mantenimento delle condizioni economiche e normative nel caso di cambio di appalto. Viene introdotta la figura della consigliera di fiducia in materia di discriminazioni e molestie di genere e l’estensione alla scuola dell’infanzia dei permessi speciali per l’inserimento dei bambini.
L’intesa conferma l’attenzione e l’impegno delle parti nel sostenere la formazione professionale, riconoscendo almeno ulteriori quattro ore annue di formazione individuale, in aggiunta a quella obbligatoria per legge. E rafforza l’impegno del gruppo Peroni su salute, sicurezza e benessere.
Sul fronte economico il premio di partecipazione raggiungerà nel 2029 un valore di 3.135 euro, con un aumento di 280 euro a regime, mentre il valore dei ticket viene incrementato durante la vigenza contrattuale di 2 euro. Migliorata anche la percentuale di incremento del valore della quota premio convertita in welfare, che passa dal 10 al 18 per cento.
Fai, Flai e Uila nazionali sottolineano l’importanza dei risultati economici e normativi raggiunti in un contesto negoziale non semplice. Adesso la parola passa ai lavoratori che si esprimeranno nelle assemblee nei prossimi giorni.






















