“La lotta dei lavoratori dell’ex Ilva ha avuto delle prime risposte”. Questo il commento del segretario generale Fiom Cgil Michele De Palma al documento siglato nella tarda serata di ieri (martedì 27) tra azienda e sindacati al termine del vertice a Palazzo Chigi sul polo siderurgico.

Un documento, articolato in sette punti, in cui il governo conferma il proprio impegno sulla continuità produttiva e operativa, la ricerca di ulteriori commesse in grado di ridurre i periodi di inattività, gli interventi di sostegno al reddito per tutti i lavoratori (diretti e indiretti), nonché il richiamo ai nuovi possibili investimenti.

De Palma, Fiom: “Passo avanti verso la condivisione di obiettivi”

“La lotta paga”, ha detto il segretario generale Michele De Palma: “Il governo ha riconosciuto che le proposte di continuità produttiva, di decarbonizzazione, di forni elettrici, anche con l’eventuale partecipazione pubblica, diventano un punto di confronto con il governo e non sono soltanto le richieste di sindacati e lavoratori”.

Il dirigente sindacale ha poi sottolineato di aver raggiunto un importante risultato, ossia quello di “aver allargato ai lavoratori degli appalti gli ammortizzatori sociali”. Il segretario Fiom ha così concluso: “Insomma, nel confronto col governo abbiamo fatto un passo verso la condivisione di alcuni obiettivi”.

Leggi anche

Il documento: la continuità produttiva

“Il governo – si legge nel primo dei sette punti condivisi tra esecutivo e sindacati – ha confermato il proprio impegno per dare continuità alla produzione dell’acciaio nell’ex Ilva e, in tale quadro, per dare prospettive industriali a tutti gli stabilimenti del gruppo, con Dri, forni elettrici e tutte le attività di laminazione a caldo e verticalizzazione a freddo, anche valutando la partecipazione pubblica’’.

Prosegue anche “l’impegno per garantire al massimo la continuità operativa degli stabilimenti del gruppo”, in particolare quelli di Taranto (dove dal 10 novembre al 14 dicembre si lavoreranno nell’area di laminazione le bramme di acciaio arrivate dall’esterno), Genova (dove riprenderanno le attività di logistica e verticalizzazione) e Novi Ligure.

Al terzo punto del verbale, inoltre, il governo ha specificato che sono in corso “iniziative per la ricerca di ulteriori commesse in grado di ridurre i periodi di inattività di tutti gli impianti, in particolare di Taranto, Genova, Novi Ligure e Racconigi”.

Leggi anche

Il documento: le misure per i lavoratori

I punti quattro e cinque richiamano invece le priorità espresse dai sindacati, ovvero il miglioramento delle misure inserite nell’ultimo decreto legge “volte a fronteggiare gli effetti occupazionali della crisi dell’intero gruppo”, a partire dalla cassa integrazione in deroga per i lavoratori delle imprese dell’indotto-appalto.

Il governo si è anche impegnato a prevedere “un quadro di interventi articolati per favorire le uscite volontarie e anticipate delle aziende del gruppo, quali, a titolo esemplificativo, strumenti di riconoscimento del lavoro usurante da ciclo integrale”. Su questi specifici due punti, l’esecutivo ha assicurato di “fornire ulteriori informazioni entro la metà di dicembre”.

Va ricordato che pensioni anticipate, riconoscimento delle particolari condizioni del lavoro in acciaieria, esodi volontari incentivati sono le richieste su cui stanno insistendo molto Fiom, Fim e Uilm, anche perché corrispondono a una forte volontà dei lavoratori. Aver scritto questi impegni, anche se il percorso è tutto da costruire, è un importante passo avanti.

Leggi anche

Il documento: le prospettive

Il verbale si conclude con il richiamo ai nuovi possibili investimenti. ‘‘Il governo ha reso noto – si legge nel documento – che è stato avviato un confronto con alcune grandi aziende, partecipate dallo Stato e non, che si sono dichiarate favorevoli a progetti di reindustrializzazione”. Il riferimento dovrebbe essere a società come Leonardo, Fincantieri, Ferrovie dello Stato e Rheinmetall Italia.

Questo confronto con alcune grandi aziende, ha precisato il governo, si aggiunge “a quello in corso relativo ai progetti Zes e al lavoro del tavolo sulla reindustrializzazione di Taranto aperto presso il ministero delle Imprese".

Leggi anche

Fim e Uilm: “Volontà di creare un progetto industriale”

“Sono punti di partenza per noi, non sono ancora una soluzione, ma ammettono cose significative per il tema dell’industria”, spiega il segretario generale Fim Cisl Ferdinando Uliano: “Forni elettrici e preridotto sono questioni fondamentali, anche la presenza dello Stato con una sua partecipazione nel progetto di rilancio è fondamentale”.

“Il documento contiene – dice il segretario generale Uilm Uil Davide Sperti – la disponibilità a discutere di strumenti di risarcimento come avevamo chiesto da tempo, che prevedano i lavori usuranti, i prepensionamenti e gli incentivi all’esodo volontario. C’è poi la volontà di creare un progetto industriale, indipendentemente da questa gara che non ha visto alcun interesse concreto finora, anche di prevedere eventualmente una partecipazione pubblica”.