Cassa integrazione in deroga per gli addetti dell’indotto, integrazione al reddito e lavori di pubblica utilità per il personale diretto, esonero contributivo per chi assume ex dipendenti, nonché il mantenimento della funzionalità degli impianti dell'area a caldo di Taranto e la reindustrializzazione delle aree ex Ilva.

Questi i principali contenuti del decreto legge varato ieri sera dal Consiglio dei ministri, del valore complessivo di 187 milioni di euro, che introduce misure urgenti a sostegno dei lavoratori del gruppo siderurgico e dell'indotto, per la salvaguardia degli impianti e il rilancio industriale del territorio.

Prosegue, almeno per ora, lo sciopero di 48 ore dichiarato ieri (martedì 13 ottobre) da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil in seguito all’annuncio del 9 ottobre di Acciaierie d’Italia dello stop alle attività produttive degli impianti dell’area a caldo di Taranto, nonché la “fermata temporanea generale” dei siti di Genova, Novi Ligure (Alessandria) e Racconigi (Cuneo) entro il 15 novembre. Cortei e presìdi sono in corso a Taranto e Genova.

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Taranto e Genova: “Decreto insoddisfacente”

“Siamo alla terza giornata di mobilitazione e di sciopero. Il decreto non soddisfa le esigenze e la piattaforma delle organizzazioni sindacali sul tema della prospettiva futura e delle misure straordinarie per i lavoratori”. A dirlo è il segretario generale Fiom Cgil Taranto e Puglia Francesco Brigati, precisando che “si parla soltanto di cassa integrazione, senza alcuna prospettiva per i lavoratori”.

Domani (giovedì 15 ottobre) la mobilitazione entrerà nella quarta giornata con una manifestazione davanti alla sede della Regione Puglia. I sindacati incontreranno il presidente Antonio Decaro per sottoporgli le richieste dei lavoratori e cercare una posizione condivisa sulle iniziative da portare avanti.

“Vorremmo condividere con lui un documento chiaro rispetto sia alla prospettiva sia alle misure straordinarie per i lavoratori”, conclude il dirigente Fiom: “Abbiamo bisogno che le istituzioni locali e regionali, ma anche i parlamentari, sostengano le nostre iniziative affinché si possa determinare un reale cambiamento della condizione in cui ci troviamo oggi”.

“Per il momento l'annuncio è che per Taranto e per tutte le strutture da Taranto dipendenti ci sarà un fermo produttivo, sostituito da ammortizzatori sociali. Questa soluzione continua a non essere accettata da nessuno, quindi noi andiamo avanti”. Così il segretario generale Cgil Genova Alessandro Pagano, sottolineando che “la lettera dei commissari e degli amministratori straordinari va rimossa e sostituita con un piano di gestione dello stabilimento”.

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Il decreto: le misure per i lavoratori

Dal 1° ottobre al 30 giugno 2027 è riconosciuta una cassa integrazione in deroga ai lavoratori (quantificati in 4.200) delle imprese dell'indotto che sospendono o riducono l'attività in conseguenza della sospensione o della riduzione dell'attività di un'impresa in amministrazione straordinaria con almeno uno stabilimento di interesse strategico nazionale. La cassa avrà un impatto di 27,1 milioni per il 2026 e di 56,1 per il primo semestre 2027.

Per i lavoratori di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria (quantificati in 9.200) è prevista da ottobre a giugno un'integrazione del 70 per cento all'indennità di cassa integrazione già percepita. Il budget è di 15 milioni per il 2026 e 30 per il primo semestre 2027. I lavoratori possono inoltre essere impiegati in lavori di pubblica utilità, sulla base di convenzioni (al riguardo sono previsti dieci milioni di euro) con le amministrazioni pubbliche operanti sul territorio.

Per i datori di lavoro privati che, dal 1° novembre al 31 dicembre 2027, assumono con contratto a tempo indeterminato dipendenti ex Ilva è previsto l'esonero contributivo totale per 24 mesi fino a 8 mila euro l'anno e un contributo aggiuntivo di 20 mila euro per ogni assunzione, da versarsi in due quote di pari importo (dopo sei mesi e dopo 24 mesi dall'assunzione). Il beneficio è subordinato alla stipula di contratti a tempo indeterminato e al mantenimento in servizio per almeno 48 mesi in una condizione di riconoscimento del “salario giusto”.

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Il decreto: la funzionalità degli impianti

I commissari straordinari sono autorizzati a mantenere in condizioni di riscaldo gli altiforni di Taranto, in modo da non pregiudicarne irrimediabilmente la funzionalità, fino alla pubblicazione della motivazione della pronuncia della Cassazione (relativa all'impugnazione dell'inibitoria della continuazione dell'attività produttiva) prevista per il 20 ottobre, e in ogni caso non oltre il 15 dicembre. La misura riguarda le batterie di coke 7, 8, 9 e 12 e i cowper degli altoforni 1, 2 e 4, attualmente in riscaldo.

Per salvaguardare la funzionalità degli impianti siderurgici è inoltre autorizzata l'erogazione dell'ultima tranche del prestito, pari a 40,5 milioni di euro, ad Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria, sulla base della decisione della Commissione europea del 9 febbraio scorso.

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Il decreto: i provvedimenti per il territorio

Il decreto prevede una serie di misure per la reindustrializzazione delle aree dello stabilimento dii Taranto, di circa 100 ettari, e delle aree del demanio marittimo e militare attigue. La disposizione attribuisce al ministero delle Imprese il compito di raccogliere e coordinare le manifestazioni di interesse relative a investimenti superiori a dieci milioni di euro localizzati nelle aree industriali ex Ilva e nelle aree demaniali attigue.

Il ministero elaborerà un “piano degli investimenti” da sottoporre all'approvazione del Consiglio dei ministri, ai fini della dichiarazione di interesse strategico e della nomina del commissario. Il commissario straordinario coordinerà inoltre il piano degli investimenti con gli interventi previsti dal Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto, anche per garantire le condizioni infrastrutturali necessarie alla realizzazione dei progetti.

La disposizione autorizza inoltre l'organo commissariale a cedere separatamente o a dare in gestione a soggetti interessati le aree da reindustrializzare, a condizione che le relative iniziative siano ricomprese nel piano degli investimenti.

Il provvedimento prevede anche l'istituzione del distretto industriale “Brindisi-Taranto” per l'accelerazione delle tecnologie a zero emissioni nette, con l'obiettivo di favorire la decarbonizzazione e lo sviluppo industriale sostenibile dell'area. Stanziato anche un milione di euro annuo per il Tecnopolo di Taranto, destinato a potenziare ricerca, sviluppo, innovazione e trasferimento tecnologico, anche attraverso il rafforzamento dell'organico di ricercatori industriali e tecnici specializzati.

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