“Quando la nostra generazione comincia a rivendicare i propri diritti, diventa un problema per lo status quo e per la classe dirigente di questo Paese”. Sabrina Brizzola, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari (Udu), ospite di Collettiva Talk, racconta una generazione che non intende più accettare lezioni da chi le sta negando il futuro. E che il 20 novembre tornerà in piazza, insieme ai lavoratori, in occasione dello sciopero generale della Cgil.
Vespa e il diritto di non essere zittiti
Si parte dallo scontro a Porta a Porta, dove Bruno Vespa ha interrotto e rimproverato la giovane sindacalista. “È stato uno scontro paternalistico e maschilista”, denuncia Brizzola, sottolineando la disparità di trattamento rispetto a un’altra ospite vicina a Fratelli d’Italia. Un episodio che chiama in causa anche il servizio pubblico: “Viene totalmente censurata una voce diversa dal coro”.
L'università è diventata un privilegio
Ma il vero scandalo è fuori dagli studi televisivi. Secondo il rapporto “Studenti al verde” dell’Udu, studiare costa mediamente 12 mila euro l’anno, mentre le borse di studio si fermano intorno ai 4 mila. E sul caro affitti il governo, denuncia Brizzola, finanzia studentati privati con risorse pubbliche, senza garantire prezzi accessibili. “C'è una speculazione enorme sulle spalle degli studenti”.
Il risultato è un’università sempre meno accessibile ai figli di operai e precari. “Chi non può contare sulla famiglia deve lavorare per studiare, spesso senza riuscire comunque a sostenere tutte le spese”.
Criminalizzare le piazze per evitare le risposte
C’è poi la questione delle proteste. Mentre migliaia di studenti chiedono casa, istruzione e servizi, il dibattito pubblico si concentra sulle violenze di Milano. “È una strumentalizzazione voluta per non darci delle risposte”, accusa Brizzola. E guarda alla Serbia, dove gli studenti hanno dimostrato che la mobilitazione può cambiare gli equilibri politici: “Non è vero che manifestare non serve, non è vero che mobilitarsi non serve”.
Il 20 novembre, una sola battaglia
La sfida adesso è unire le lotte. Contro il riarmo e i tagli al welfare, per salari, istruzione e diritti. “Le rivendicazioni delle lavoratrici e dei lavoratori sono le nostre rivendicazioni”, spiega Brizzola. Il 20 novembre lo sciopero internazionale degli studenti incontrerà quello generale della Cgil. Perché il futuro di chi studia e quello di chi lavora sono parte della stessa battaglia. E questa generazione non ha intenzione di restare a guardare.























