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Otto ore di sciopero mercoledì 28 ottobre e un presidio davanti alla sede di Holostem a Modena. Filctem Cgil e Rsu aziendale tornano a mobilitarsi per il futuro dell’azienda biotecnologica specializzata nelle terapie avanzate per le malattie rare. Sul tavolo c’è un’offerta vincolante presentata da un potenziale partner industriale, ma mancano ancora risposte sulla sua valutazione e garanzie sulla continuità aziendale.
La scadenza è ormai vicina: il 30 ottobre termina il mandato di liquidazione in continuità, che non è stato ancora confermato. Intanto, denunciano il sindacato e la rappresentanza dei lavoratori, non sono stati messi a disposizione i fondi richiesti per mantenere operativa l’azienda e garantire la presenza sul mercato del prodotto commerciale. Mancano inoltre le risorse necessarie per pagare gli stipendi di ottobre.
La richiesta di Filctem Cgil e Rsu è rivolta alla Fondazione Tech e Biomedical, socio unico di Holostem, e al ministero delle Imprese e del Made in Italy: servono risposte immediate e concrete per salvaguardare i circa 50 posti di lavoro, l’attività produttiva e il patrimonio scientifico costruito a Modena.
Un’offerta vincolante senza risposte
La procedura per individuare un partner industriale si è conclusa il 15 ottobre con la presentazione di un’offerta vincolante da parte di un’azienda leader nel settore delle terapie avanzate per le malattie rare. Secondo Filctem Cgil e Rsu, il soggetto interessato possiede i requisiti necessari per rilanciare Holostem e i suoi prodotti, mantenendo le competenze e il patrimonio intellettuale presenti nello stabilimento modenese.
Eppure, a fronte dell’offerta, i lavoratori non hanno ricevuto indicazioni sulla valutazione del progetto né garanzie sul futuro della società. Una situazione che il sindacato considera ancora più grave perché si inserisce in un percorso di liquidazione avviato a luglio 2026 con l’obiettivo dichiarato di valorizzare e rilanciare l’azienda.
Anche la Regione Emilia-Romagna, la Provincia e il Comune di Modena hanno espresso sostegno alla continuità produttiva e occupazionale. Ma, sottolineano i rappresentanti dei lavoratori, alle dichiarazioni devono seguire le risorse necessarie per proseguire l’attività e una decisione sul futuro della società.
Un’eccellenza per la ricerca e per i pazienti
Holostem è nata nel 2008 come spin-off dell’Università di Modena e Reggio Emilia, grazie alla collaborazione tra ricercatori e industria. Opera nel campo della medicina rigenerativa e delle terapie avanzate basate sulle cellule staminali. È stata la prima azienda ad avere ottenuto l’autorizzazione alla commercializzazione in Europa di un farmaco di terapia avanzata e ha sviluppato trattamenti destinati anche a persone affette da patologie rare e gravemente invalidanti, come l’epidermolisi bollosa, nota come malattia dei “bambini farfalla”.
Il centro modenese dispone di un’officina farmaceutica autorizzata dall’Aifa con 17 stanze dedicate alla produzione e allo sviluppo di trattamenti innovativi. Un patrimonio di competenze, ricerca applicata e capacità produttiva che rischia di disperdersi dopo oltre quindici anni di attività.
“Holostem non è solo il nome di un’azienda, ma la speranza e il futuro di molti pazienti”, sottolineano Filctem Cgil e Rsu. Per il sindacato, la salvaguardia della società riguarda dunque non soltanto le lavoratrici e i lavoratori, ma anche la possibilità di continuare a produrre terapie per persone che spesso non dispongono di alternative.
La mobilitazione del 28 ottobre punta a ottenere risposte prima che la scadenza del mandato di liquidazione renda ancora più incerto il futuro dell’azienda. L’obiettivo è trasformare l’offerta industriale in una prospettiva concreta, evitando che una realtà riconosciuta a livello internazionale perda le proprie professionalità e la capacità di garantire cure innovative.






















