“Il teatro si ferma, i diritti no!”. Con questo slogan le lavoratrici ed i lavoratori dei teatri italiani protestano oggi da Nord a Sud, per lo sciopero indetto da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, dopo la rottura del tavolo con Federvivo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale, la cui trattativa si protrae da due anni.

In piazza a Napoli attori, attrici e maestranze si sono dati appuntamento davanti al Teatro Mercadante. “Purtroppo è una brutta abitudine del nostro settore, e anche di altri settori, quella di non tenere in considerazione i diritti dei lavoratori e i rinnovi contrattuali, che arrivano sempre in ritardo rispetto alle scadenze” ha spiegato Alessio Cusitore, rsu della Slc Cgil al Teatro Stabile di Napoli. 

"Dopo due anni di trattative non abbiamo ancora ottenuto quello che chiediamo – osserva Sonia Montaldo, segretaria generale della Slc di Genova, dal presidio di fronte al Teatro Ivo Chiesa – il personale scritturato è tra i più fragili e dunque ricattabili. Ecco perché questo rinnovo è così importante. Chiediamo che si arrivi a una paga giornaliera minima di 100 euro”. 

A Padova si canta e si suona in presidio davanti al Teatro Verdi. Tanti gli artisti presenti, e molti giovani. Ragazze e ragazzi che frequentano la scuola di teatro, e lavorano al Verdi con forme contrattuali precarie, hanno trasformato la piazzetta antistante il teatro in un palcoscenico di lotta autentico e partecipe. “Gli scritturati devono pagarsi anche la trasferta – specifica Annalisa Zancopé, che lavora al Verdi- con gli aumenti non riusciamo neanche a sostenere il costo di una stanza d’albergo”. 

La mobilitazione proseguirà anche in serata, in vista della grande manifestazione nazionale prevista a Roma per il 9 novembre. Fino al 31 ottobre continueranno i presidi dei teatri. Venerdì 30 ottobre sarà la volta di Cremona, dove la protesta sarà accompagnata da una manifestazione davanti al Teatro Ponchielli, dalle 9 alle 13.

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