Un'esplosione si è verificata alle 8 di stamani (giovedì 9 luglio) alla Sabino Esplodenti di Casalbordino, fabbrica che opera nello smontaggio e disattivazione di munizioni militari. A quanto si apprende, una persona è morta e un'altra è rimasta ferita. Sul posto sono intervenuti l'elisoccorso del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri.

L'ultima tragedia alla ex Esplodenti Sabino risale al settembre 2023. L'incidente - come aveva reso noto l'azienda - si era “verificato durante la normale fase di lavorazione di munizionamento, eseguito per conto dell'Agenzia Industrie Difesa, nonostante l'adozione delle cautele e applicazioni più severe previste dalla normativa sulla prevenzione degli infortuni".

Le vittime furono: Gianluca De Santis, 43enne, di Palata (Campobasso); Fernando Di Nella, 62 anni, di Lanciano (Chieti) e Giulio Romano, 56 anni, residente a Casalbordino (Chieti). I tre lavoratori - fu all'epoca puntualizzato dalla ditta di esplosivi - erano “esperti formati e informati dei rischi connessi allo svolgimento delle loro mansioni”.

A seguito di quel dramma, l'ennesimo di una serie, la fabbrica è rimasta chiusa e sotto sequestro a lungo, con passaggio di proprietà. È stata Arca Defence Italy, controllata italiana del gruppo turco Arca Defence, nell'ottobre scorso a perfezionare l'acquisto del ramo d'azienda di Esplodenti Sabino in composizione negoziata della crisi.

Fondato ad Ankara nel 2020, il gruppo Arca opera nel settore della difesa, impegnato in un'ampia gamma di attività quali sistemi di difesa militare, commercio di armi e munizioni, gestione, produzione, formazione e consulenza nel settore della difesa.

Esplodenti Sabino era un'azienda storica italiana, fondata nel 1972, specializzata nella demilitarizzazione di munizionamento convenzionale e nel recupero di materiali da armi. A seguito dell'operazione i circa 65 dipendenti della Esplodenti Sabino, dopo svariati periodi di cassa integrazione anche in deroga, sono tornati gradualmente ai loro impieghi nell'ambito di una operazione complessiva che prevede ulteriori investimenti sul sito di Casalbordino.