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La Fisac Cgil definiscono “un passaggio importante” la sentenza del del Tar di Trento sul contratto collettivo nazionale Anapa perché incide sul “sistema delle relazioni industriali e per la tutela della contrattazione collettiva nel nostro Paese”.
Il segretario nazionale della Fisac Cgil, Francisco Genre, afferma: “Respingendo integralmente i ricorsi promossi dallo Sna, con l'intervento di Fesica-Confsal e Confsal-Fisals, contro la deliberazione della Provincia autonoma di Trento che individua il ccnl Anapa quale contratto comparativamente più rappresentativo ai fini dell'accesso agli incentivi pubblici, il Tribunale riafferma un principio fondamentale: la rappresentatività non si misura esclusivamente contando il numero delle imprese che applicano un contratto, ma deve essere valutata attraverso criteri oggettivi, tra i quali assume un ruolo decisivo la rappresentatività delle organizzazioni sindacali tra le lavoratrici e i lavoratori”.
“Si tratta di una pronuncia – prosegue – che riconosce il valore del lavoro svolto in questi anni da Fisac Cgil, Tar alle altre organizzazioni sindacali e ad Anapa, per costruire un contratto collettivo solido, autorevole e realmente rappresentativo del settore delle agenzie di assicurazione in gestione libera.
La sentenza del Tar di Trento conferma che la qualità della contrattazione collettiva si fonda sulla rappresentanza effettiva delle parti sociali e non può essere piegata a logiche meramente numeriche o di convenienza. È un pronunciamento che rafforza il valore del lavoro sindacale e tutela le lavoratrici e i lavoratori da fenomeni di dumping contrattuale che rischiano di indebolire diritti, salari e qualità della contrattazione”.
La decisione assume un significato ancora più rilevante nel contesto del confronto nazionale sulla rappresentanza. Solo poche settimane fa, il 17 giugno, Cgil, Cisl e Uil hanno presentato una piattaforma unitaria che propone di introdurre regole certe e trasparenti per la certificazione della rappresentanza delle organizzazioni sindacali e datoriali e per l'individuazione dei contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.
"La direzione indicata dalla piattaforma unitaria è quella giusta. Servono criteri certi, trasparenti e condivisi che valorizzino la rappresentanza reale e impediscano la proliferazione di contratti privi di un'effettiva legittimazione. La pronuncia del Tar va esattamente in questa direzione e rappresenta un segnale importante per tutto il mondo del lavoro”, conclude Genre.






















