Sottoscritta nelle prime ore della mattina, dopo una due giorni di intensa trattativa, l’ipotesi di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del settore della Riscossione e il rinnovo dei contratti integrativi aziendali di Agenzia delle entrate-riscossione e Equitalia giustizia.

A farlo sapere è la Fisac Cgil sottolineando come le intese, che interessano circa 8 mila lavoratrici e lavoratori del settore della Riscossione sul territorio nazionale le cui principali aziende sono Ader ed Equitalia giustizia, sono state raggiunte al termine di una trattativa durata circa 5 mesi, lunga e complessa.

“È stato raggiunto un risultato importante per le lavoratrici e i lavoratori di un settore che svolge una funzione fondamentale per il Paese: il recupero di risorse economiche utili alla collettività per finanziare i servizi pubblici, come scuola e sanità, contrastando l’evasione fiscale”, commenta la coordinatrice nazionale Fisac Cgil del settore, Simona Ponzano.

Dalla Cgil nazionale il segretario generale, Maurizio Landini, parla di “rinnovo importante” proprio “perché riconosce alle lavoratrici e ai lavoratori del settore il giusto riconoscimento per il lavoro che quotidianamente svolgono, ovvero il recupero di quelle risorse necessarie al funzionamento della cosa pubblica, penso alla scuola così come alla sanità, nel contrasto incessante alla piaga rappresentata dall’evasione fiscale”.

Landini sottolinea “il grande lavoro svolto dalla Fisac Cgil e dal settore Riscossione della categoria nel raggiungimento di questo risultato” e prosegue affermando che “l’accordo determina un giusto incremento salariale, riduce l’orario di lavoro a parità di salario e contrasta il tentativo di introdurre un salario d’ingresso per i neo assunti, punti che insieme ad altri producono concreti avanzamenti per le lavoratrici e i lavoratori interessati sul fronte normativo ed economico”. 

Gli aumenti e la vigenza degli accordi

Nel merito gli accordi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali Fisac Cgil, Fabi, First Cisl, Uilca e Unisin, che avranno vigenza da gennaio 2025 a dicembre 2027, comporteranno per le lavoratrici e i lavoratori della Riscossione, aumenti che per la figura media sono pari a 215 euro.

Inoltre sono previsti il pagamento di tutti gli arretrati dal primo gennaio 2025, l’aumento delle indennità modali del 10% e del 15 % per quanto riguarda il premio di produttività. Contestualmente è stata raggiunta la riduzione dell’orario di lavoro di mezz’ora a parità di salario insieme all’eliminazione del salario di ingresso per i neoassunti. La parola passa ora alle lavoratrici e ai lavoratori: l’ipotesi di accordo sarà infatti sottoposta all’approvazione all’interno degli organismi sindacali e al voto delle lavoratrici e dei lavoratori.

Il valore del rinnovo

“Questa ipotesi di rinnovo è fondamentale tanto quanto il settore, che resta indispensabile per l’economia pubblica e in generale per il modello sociale del nostro paese. Sono stati raggiunti risultati in termini di incassi nel bilancio dello Stato grazie allo sforzo delle lavoratrici e dei lavoratori del settore che era giusto riconoscere sul fronte economico e normativo”, afferma il segretario nazionale della Fisac Cgil, con delega al settore, Riccardo Sanna.

“Entrambi, questi ultimi, aspetti fondamentali per migliorare le condizioni materiali e la qualità della vita dei dipendenti della Riscossione, con un’importante attenzione ai nuovi assunti e alle nuove generazioni. Un risultato di valore, raggiunto unitariamente, anche a fronte di una difficile stagione contrattuale per il settore pubblico. Questo significa che si può fare. Un accordo che premia lo straordinario lavoro della segreteria della Fisac Cgil Settore Riscossione, e di tutta la delegazione trattante, che ha mostrato valore, competenza e impegno nel raggiungimento di questo importante risultato”, conclude Sanna.

“Con questa intesa – aggiunge Landini –, che ci auguriamo sia giudicata positivamente dalle lavoratrici e dai lavoratori, segniamo inoltre anche un passaggio fondamentale nella stagione contrattuale per il settore pubblico. Un accordo di valore, unitario, che dimostra come il rinnovo dei contratti debba mettere al centro dignità del lavoro, qualità dell’occupazione e valorizzazione delle professionalità. Ora è necessario proseguire su questa strada, aprendo una nuova fase di confronto e di investimenti sul lavoro pubblico e sui servizi ai cittadini”.