È diventato un caso diplomatico internazionale il trattamento riservato da Israele agli attivisti della Global Sumud Flotilla, il convoglio umanitario diretto a Gaza fermato nei giorni scorsi al largo di Cipro, in acque internazionali, e successivamente condotto al porto israeliano di Ashdod. Al centro delle polemiche un video diffuso dal ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, esponente dell’estrema destra del governo Netanyahu, che mostra gli attivisti detenuti inginocchiati, bendati e ammanettati, mentre il ministro li deride pubblicamente.

Le immagini hanno provocato una dura reazione del governo italiano, proteste da parte di governi europei, organizzazioni per i diritti umani e forze politiche italiane.

ATTIVISTI FLOTILLA BENDATI E IN GINOCCHIO, BEN GVIR LI DERIDE
ATTIVISTI FLOTILLA BENDATI E IN GINOCCHIO, BEN GVIR LI DERIDE
ATTIVISTI FLOTILLA BENDATI E IN GINOCCHIO (IMAGOECONOMICA)

Il video di Ben-Gvir e le immagini che hanno fatto esplodere il caso

Nel filmato pubblicato dallo stesso Ben-Gvir sui social, il ministro passeggia tra i fermati gridando: “Benvenuti in Israele, siamo noi i padroni di casa”. In un altro passaggio, un’attivista che urla “Palestina libera” viene bloccata dagli agenti dello Shin Bet e trascinata via. Tra i fermati figurano anche cittadini italiani, oltre ad attivisti provenienti da decine di Paesi. Secondo fonti turche, il convoglio era composto da oltre 50 imbarcazioni e 428 partecipanti provenienti da 44 Stati.

Mattarella durissimo: “Livello infimo”

Severo il commento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Si è trattato di un trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele”, ha dichiarato il capo dello Stato.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in una dichiarazione congiunta con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha definito le immagini “inaccettabili”, parlando di un “trattamento lesivo della dignità della persona” e chiedendo la liberazione immediata degli attivisti. “L’Italia pretende le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del governo italiano”, ha dichiarato Meloni.

"Superata la linea rossa”

Antonio Tajani ha annunciato la convocazione urgente dell’ambasciatore israeliano a Roma Jonathan Peled alla Farnesina. “È stata superata la linea rossa”, ha detto il titolare della Farnesina, spiegando che il governo sta valutando “iniziative proporzionate ed efficaci” in risposta a quanto accaduto. Il ministro ha inoltre confermato che il deputato Dario Carotenuto e il giornalista Mantovani dovrebbero lasciare Israele nelle prossime ore. “Spero che rientrino quanto prima anche tutti gli altri italiani coinvolti”, ha aggiunto.

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Francia, Spagna e Turchia alzano il livello della protesta

La Francia ha convocato l’ambasciatore israeliano. Il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot ha definito “inaccettabili” i comportamenti di Ben-Gvir. Anche la Spagna ha convocato la rappresentanza diplomatica israeliana. Il ministro José Manuel Albares ha parlato di immagini “mostruose, vergognose e disumane”, chiedendo pubblicamente scuse da Israele. Durissima anche Ankara. Il ministero degli Esteri turco ha condannato la “violenza verbale e fisica” contro gli attivisti e accusato il governo Netanyahu di una “mentalità violenta e barbara”, assicurando l’impegno per ottenere il rapido rilascio dei cittadini turchi coinvolti.

Le proteste in Italia

La segretaria Pd Elly Schlein ha parlato di immagini “agghiaccianti” e di “crimini contro la dignità umana”, chiedendo sanzioni contro il governo Netanyahu e la sospensione dell’accordo tra Unione Europea e Israele. Il leader del M5S Giuseppe Conte ha accusato governo italiano ed Europa di “chiacchiere”, chiedendo di “stracciare ogni accordo” con Israele.

Anche Francesca Albanese, relatrice speciale Onu per i territori palestinesi occupati, ha invitato l’Italia a non limitarsi alle condanne verbali. “Le parole non bastano”, ha scritto, chiedendo la sospensione dell’Accordo Ue-Israele.

Amnesty e Acli: “Servono azioni concrete”

Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, ha definito “vergognoso” il comportamento del ministro israeliano. “Qui non è più solo un problema di ministri estremisti e bulli, ma di un governo complessivo”, ha dichiarato. Amnesty richiama inoltre il diritto internazionale, ricordando il “divieto assoluto” di trattamenti “inumani, crudeli e degradanti”.

Le Acli chiedono invece misure immediate contro Israele. “Questa compiaciuta esibizione di violenza e disprezzo passa ogni limite e non può essere tollerata”, si legge nella nota, che propone sanzioni e il blocco dei rapporti militari. Anche l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ha definito “grave e inaccettabile” quanto accaduto, prendendo le distanze dalle azioni del ministro Ben-Gvir.

Sit-in davanti a Montecitorio

Nel frattempo cresce la mobilitazione in Italia. Decine di attivisti si sono radunati davanti a Montecitorio per chiedere il rilascio immediato delle persone fermate sulla Flotilla. Presenti associazioni, studenti e parlamentari dell’opposizione.