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"Il primo ministro Modi ci ha portato un regalo, davvero ottime caramelle". La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, posta un video nel quale, sorridente, mostra il sacchetto dei bon bon Melody, fusione tra il suo cognome e quello del premier indiano che gliele ha regalate durante la sua visita in corso a Roma.
"Italia e India condividono una visione comune su molte delle grandi sfide del nostro tempo”, ha detto sempre la presidente del Consiglio nelle dichiarazioni congiunte alla stampa con il primo ministro dell'India Narendra Modi. I due leader hanno poi deciso di elevare le relazioni Italia-India al livello di Partenariato strategico speciale. Ma nell’elenco dei temi non pare compaia il capitolo “diritti umani”.
Questa mancanza è piuttosto ovvia, se si considera che il signore incontrato ufficialmente da Meloni in questi giorni è da ben 12 anni a capo del governo di un’India in cui “la situazione dei diritti umani è peggiorata drasticamente con il continuo attacco delle autorità al dissenso”, come scrive Amnesty international nel suo rapporto 2026.
Censura e repressione del dissenso
Allora vediamo cosa accade nel Paese guidato da Modi: “Leggi sulla sedizione e antiterrorismo sono state utilizzate per punire persone come giornalisti, comici, accademici e studenti che esercitavano il diritto alla libertà d’espressione. Alle piattaforme dei social media è stato ordinato di bloccare le voci dissenzienti. Sono state arrestate persone che manifestavano pacificamente”, si legge nel rapporto di Amnesty.
E ancora: “Persone impegnate nel giornalismo e nell’attivismo sono state arrestate e processate; alcune che erano già in detenzione, come gli attivisti e le attiviste di Bhima Koregaon, Umar Khalid e altre persone musulmane, sono rimaste dietro le sbarre".
Minoranze etniche e religiose prese di mira
Anche in tema di minoranze, l’India non si presenta come il luogo migliore dove vivere, perché, sempre secondo il rapporto di Amnesty international sul rispetto dei diritti umani, quelle religiose ed etniche hanno subìto una crescente persecuzione. Per fare un esempio, sono state approvate leggi discriminatorie sui matrimoni che colpiscono in particolare le comunità musulmane, le quali, inoltre, nello Stato di Assam sono oggetto di sgomberi forzati di massa con, quindi, migliaia di individui rimasti senza casa. In Maharashtra, Jammu e Kashmir continuano invece le demolizioni punitive. E il pensiero corre alla Cisgiordania.
“Persone di etnia rohingya e musulmane di origine bengalese, sono state espulse illegalmente o respinte, e le nuove norme sull’immigrazione hanno privato chi richiedeva asilo della protezione. Le modifiche alle politiche ambientali hanno smantellato le garanzie per i popoli nativi, esponendoli al rischio di sfollamento. Sono proseguite le violenze basate sulla casta contro le persone dalit”, continua Amnesty.
Crisi climatica e condizioni economiche degli indiani non pervenute
"La stabilità internazionale, la difesa delle regole, la sicurezza economica, la resilienza delle catene del valore, la promozione della pace, lo sviluppo inclusivo”, sono i capitoli sui quali Meloni ha detto di condividere con Modi la visione: la presidente ha dimenticato la crisi climatica. Probabilmente un lapsus freudiano, ed è ancora Amnesty che ci spiega il motivo: “Alluvioni, frane e ondate di calore hanno continuato a mietere centinaia di vittime, evidenziando l’incapacità del governo di agire con decisione per affrontare la crisi climatica. Le politiche e gli obiettivi climatici sono rimasti ‘altamente insufficienti’ ed è perdurata la dipendenza dal carbone".
In chiusura torniamo al sacchetto di gustose Melody. In un post su X l'oppositore indiano Rahul Gandhi ha criticato Modi per il video pubblicato da Meloni: "Una tempesta economica infuria su di noi e il nostro primo ministro è impegnato a distribuire caramelle in Italia!", hanno riportato l'agenzia Pti e altri media indiani ripresi dall’Ansa.
"Questa non è una leadership ma una trovata teatrale", ha proseguito Ghandi: "Agricoltori, giovani, donne, lavoratori, piccoli operai stanno tutti piangendo" e "il premier ride".
























