L’intelligenza artificiale entra nei luoghi di lavoro, ma sarà accompagnata da regole condivise, partecipazione sindacale e garanzie per lavoratrici e lavoratori. È questo il cuore dell’accordo sottoscritto da Enel insieme a Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil, un’intesa che punta a governare la trasformazione tecnologica senza lasciare che siano gli algoritmi a determinare il futuro dell’occupazione. Al centro ci sono la formazione, la trasparenza delle decisioni, la tutela dei diritti e la valorizzazione delle competenze.

Un modello per governare la transizione digitale

L’accordo nasce dalla convinzione condivisa che il progresso tecnologico non debba essere subito, ma governato attraverso il confronto tra azienda e organizzazioni sindacali. Per questo rafforza il sistema delle relazioni industriali, prevedendo informazione preventiva e confronto sui progetti che coinvolgono l’intelligenza artificiale, oltre al coinvolgimento dei sindacati nella valutazione degli effetti sull’organizzazione del lavoro, sulle professionalità e sull’occupazione.

Viene inoltre istituito un Comitato bilaterale dedicato all’evoluzione tecnologica e all’intelligenza artificiale, che avrà il compito di monitorare i progetti, analizzarne gli impatti e rappresentare una sede stabile di dialogo tra le parti.

Formazione, occupazione e sicurezza

Uno dei pilastri dell’intesa riguarda lo sviluppo delle competenze. I percorsi di upskilling e reskilling sull’intelligenza artificiale vengono riconosciuti come un diritto delle lavoratrici e dei lavoratori e saranno svolti durante l’orario di lavoro, senza incidere sulla formazione prevista dal contratto nazionale.

L’accordo prevede inoltre un confronto preventivo ogni volta che l’introduzione dell’IA possa modificare l’organizzazione del lavoro o generare nuovi profili professionali. In questi casi, gli eventuali nuovi inquadramenti saranno definiti attraverso la contrattazione.

Ampio spazio è riservato anche alla sicurezza. Le parti riconoscono il potenziale dell’intelligenza artificiale nella prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, ma stabiliscono che ogni innovazione dovrà essere accompagnata da un’analisi dei rischi, da un’adeguata formazione e dal pieno rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali e dello Statuto dei lavoratori.

Nessuna decisione affidata agli algoritmi

Uno dei punti più qualificanti dell’accordo riguarda la tutela dei diritti individuali. Le decisioni che incidono sul rapporto di lavoro resteranno sempre in capo a una persona fisica, escludendo automatismi nelle scelte aziendali. Le parti si impegnano inoltre a prevenire qualsiasi forma di discriminazione derivante dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale, contrastando eventuali bias legati al genere, all’età o ad altri fattori sensibili.

L’intesa prevede anche che gli eventuali incrementi di produttività generati dall’adozione dell’IA vengano considerati nella definizione del premio di risultato, riconoscendo il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori ai processi di innovazione.

Le tutele si estendono anche agli appalti

Per Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil l’accordo rappresenta “un’intesa altamente innovativa e concreta”, capace di sostenere la crescita professionale e garantire l’occupabilità nel lungo periodo.

Tra gli aspetti più rilevanti, sottolineano le organizzazioni sindacali, c’è l’impegno di Enel a promuovere i principi dell’accordo anche presso le aziende della filiera degli appalti, estendendo così le garanzie sul reskilling e sulla tutela occupazionale anche alle lavoratrici e ai lavoratori delle imprese fornitrici. Una scelta che, secondo i sindacati, dimostra attenzione alla responsabilità sociale e alla sostenibilità dell’intero sistema produttivo.

Re David: “L’innovazione deve rafforzare diritti e qualità del lavoro”

A giudizio della segretaria confederale della Cgil, Francesca Re David, l’intesa rappresenta “un passaggio significativo nella regolamentazione dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei contesti lavorativi”.

“L’accordo - afferma - rappresenta uno strumento importante per garantire che la trasformazione digitale sia un’opportunità per tutte le lavoratrici e per tutti i lavoratori e non un fattore di esclusione. L’obiettivo è accompagnare l’innovazione assicurando, nel tempo, occupazione, valorizzazione delle competenze e delle professionalità”.

Per Re David si tratta di “un’intesa innovativa che pone al centro il lavoro e i diritti, promuovendo un equilibrio tra innovazione tecnologica, tutela delle persone e qualità dell’occupazione”.