Secondo i dati dell’Osservatorio sul mercato del lavoro dell’Inps, elaborati dall’Ires Cgil Marche, nel periodo gennaio-marzo 2026 le aziende marchigiane hanno effettuato 48.049 assunzioni, -0,1% rispetto allo stesso periodo del 2025 e il 4,6% in meno rispetto al 2024. Le assunzioni a tempo indeterminato registrano un calo nel triennio 2024-2026. Il saldo assunzioni e cessazioni relativamente al tempo indeterminato è negativo (-2611). Quasi 1 contratto su 5 delle nuove assunzioni è intermittente.

Così Eleonora Fontana, Cgil Marche: “Preoccupa la significativa diminuzione dei tempi indeterminati tra le nuove assunzioni. Il ricorso al contratto intermittente segna quote elevate. Sappiamo che spesso dietro questa tipologia contrattuale si nasconde lavoro grigio e nero. La Regione intervenga a sostegno dell’occupazione stabile e di qualità”.

Il QUADRO GENERALE

Rispetto allo scorso anno diminuiscono tutte le tipologie di assunzione ad eccezione delle assunzioni con contratto intermittente (+12,5%).

Nello stesso periodo le cessazioni dei rapporti di lavoro sono state 35.986, valore pressappoco in linea con quello del 2025 (-0,2%) ma significativamente più basso rispetto a quello del 2024 (-5,3%).Il saldo assunzioni – cessazioni risulta positivo nel complesso (+12.063) e per le singole tipologie contrattuali, ad eccezione dei contratti a tempo indeterminato.

Nel confronto 2026-2025, le assunzioni totali registrano nelle Marche un andamento simile a quello medio italiano (0,0%), mentre il Centro Italia osserva una flessione del -2,8%.

Sul totale delle nuove assunzioni, quelle a tempo indeterminato sono una quota molto ridotta (13,7%) e in costante flessione; la tipologia contrattuale maggiormente presente è il contratto a termine (41,9%), seguita dal contratto intermittente (18%).
Le trasformazioni di contratti precari in rapporti a tempo indeterminato sono state 6.171, il 5,3% in meno del 2025 e il 4,5% in più rispetto al 2023.

Infine, analizzando le cessazioni per tipologia di motivazione, rispetto al 2025 diminuiscono i licenziamenti di natura economica (-5,6%) e le dimissioni (-2,1%). Pressoché stabili le cessazioni per licenziamento di natura disciplinare (+0,5%). Aumentano le risoluzioni per fine contratto (+2%).

L’ANALISI

Secondo Fontana, “i dati confermano che anche questo primo trimestre dell’anno, sebbene il saldo assunzioni e cessazioni sia positivo, il contratto a tempo indeterminato è quello che registra il segno meno. Continua ad aumentare in regione il contratto intermittente. Le misure messe in atto in questi anni dalla Regione non fanno registrare quel salto di qualità nell’occupazione. Il lavoro precario e discontinuo continua a caratterizzare il mercato del lavoro regionale. Il programma annuale 2026 non dà risposte in questo senso. È necessario indirizzare gli incentivi alla stabilizzazione di lavoratrici e lavoratori, tanto più in una fase di crisi economica come quella attuale”.