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A Terni la tensione torna a salire attorno agli impianti idroelettrici gestiti da Enel Hydro. A un anno dalla chiusura della vertenza sul Posto di Teleconduzione, il confronto si riapre con toni più duri. Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil denunciano una situazione che, a loro giudizio, non riguarda più soltanto la carenza di personale ma investe direttamente la sicurezza degli impianti e del territorio. Il caso simbolo è la diga delle Marmore, un’infrastruttura strategica che oggi, secondo le organizzazioni sindacali, non sarebbe più presidiata in modo continuativo.
Più attività, ma organici sempre più ridotti
Nel corso dell’incontro del 15 aprile scorso tra azienda e rappresentanze dei lavoratori, Enel ha illustrato un aumento delle attività legate a manutenzioni e investimenti. Un incremento che deriva anche dalla riorganizzazione seguita alla chiusura del centro di controllo ternano. A questo quadro operativo più complesso, però, non corrisponde un rafforzamento degli organici. I sindacati parlano apertamente di riduzione progressiva delle professionalità e segnalano un dato che ha alimentato lo scontro: l’ipotesi di una sola nuova assunzione. Una proposta ritenuta del tutto insufficiente rispetto alle esigenze di esercizio e manutenzione.
“Impegni disattesi sul lavoro”
Le sigle sindacali contestano all’azienda di non aver rispettato gli impegni presi durante la precedente vertenza. Dopo la dismissione del Posto di Teleconduzione, assicurano, era stato garantito il mantenimento dei livelli occupazionali e la piena funzionalità degli impianti. Secondo Filctem, Flaei e Uiltec, quanto emerso nell’ultimo confronto va nella direzione opposta e mette in discussione l’affidabilità degli accordi sottoscritti.
Il nodo sicurezza: diga senza controllo continuo
Il punto più critico riguarda la sicurezza. Con la chiusura del Posto di Teleconduzione, il monitoraggio centralizzato è venuto meno e la diga delle Marmore, uno dei salti idraulici più rilevanti in Europa, non sarebbe più coperta da un presidio h24. Un cambiamento che i sindacati giudicano grave. In altri contesti, sottolineano, anche infrastrutture meno complesse sono sottoposte a controlli continui. Da qui la richiesta di chiarimenti immediati sull’impatto di questa scelta sia sull’impianto sia sull’area circostante.
Rsu e territorio contro il ridimensionamento
Per le Rsu e le segreterie territoriali dopo la perdita del centro di teleconduzione, Terni rischia di subire un ulteriore ridimensionamento industriale invece di avviare un rilancio. Il segnale che arriva dall’azienda viene letto come una mancanza di attenzione verso un territorio già segnato da crisi e trasformazioni profonde.
Ultimatum: senza assunzioni si riapre la vertenza
Enel si è detta disponibile a riesaminare le richieste, ma per i sindacati non basta. Serve un intervento rapido e concreto, a partire da nuove assunzioni e da garanzie sulla sicurezza degli impianti. In assenza di risposte, la prospettiva è quella di una nuova vertenza, con il coinvolgimento delle istituzioni a tutti i livelli.























