L'Atm ha sospeso dal servizio e dalla retribuzione i dipendenti della chat “Ticinese Staff” in cui c'erano immagini di donne con frasi sessiste, mentre c'è un primo indagato con l’ipotesi di reato di accesso abusivo a sistema informatico.

Le segreterie regionali Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti esprimono “la più netta condanna verso comportamenti che, qualora confermati dalle indagini in corso, risulterebbero incompatibili con i principi di rispetto, professionalità e responsabilità che devono caratterizzare i lavoratori che svolgono servizio pubblico”.

Se confermati, proseguono le tre sigle, si tratterebbe “di episodi che impongono una seria riflessione culturale sulla mercificazione del corpo delle donne, che dai media attraverso i social alimenta atteggiamenti lesivi della dignità delle persone e, in questo caso, di ignare passeggere”.

Il caso è emerso dopo che una giovane passeggera nei giorni scorsi ha denunciato all’Atm che, mentre viaggiava su un tram milanese, accanto a lei era seduto un autista in pausa, in divisa aziendale, che stava consultando sul suo smartphone una chat denominata “Staff Ticinese”. In questa chat comparivano immagini di donne accompagnate da commenti e frasi a sfondo sessista.

Secondo il racconto della donna si tratta di fotogrammi del sistema di videosorveglianza a bordo dei mezzi che ritraggono "gambe, volti, seni e cosce di donne ignare", condivise e commentate con frasi volgari e sessiste.

La vicenda implica ora sviluppi giudiziari, dopo la denuncia presentata alla Polizia locale della stessa Atm, che ha annunciato subito l'avvio di verifiche interne sul corretto utilizzo degli strumenti aziendali per "fare piena luce sull'episodio", tutelando sia i clienti sia “le migliaia di dipendenti corretti che lavorano ogni giorno al servizio della città”.

Nel comunicato congiunto i sindacati fanno sapere di ritenere doveroso evitare generalizzazioni che rischiano di colpire indiscriminatamente migliaia di lavoratrici e lavoratori Atm che invece ogni giorno “svolgono il proprio servizio con professionalità, senso del dovere e dedizione, garantendo la mobilità e la sicurezza di milioni di cittadini”.

Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti lombardi chiedono quindi che venga fatta piena luce sui fatti, accertando eventuali responsabilità e adottando tutti i provvedimenti necessari affinché situazioni analoghe non debbano mai ripetersi. “Allo stesso tempo – proseguono –, occorre ribadire con forza che la videosorveglianza rappresenta un presidio essenziale per la sicurezza dei passeggeri e lavoratori”.

Le tre sigle così concludono: “Confidiamo nel lavoro degli organi competenti e dell'azienda affinché l'accertamento della verità proceda con rapidità, trasparenza e rigore, tutelando sia i diritti delle persone eventualmente coinvolte sia l'onorabilità delle migliaia di dipendenti che ogni giorno contribuiscono al buon funzionamento del servizio pubblico".