In Italia le politiche di genere non devono stare al di fuori di un discorso più complessivo della difesa dei diritti delle lavoratrici. Sembra quasi che parlare di questo tema sia un’appendice. Per questo, in occasione di “Belle Ciao LabCampania”, la seconda assemblea regionale delle donne della Cgil, il sindacato ha presentato un documento con sette proposte concrete per superare il gap salariale, occupazionale e di opportunità tra uomini e donne. “Anche il recente rapporto di Bankitalia sull’economia regionale – ricorda il segretario generale Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci – ha registrato le tante disparità che ancora insistono nel mondo del lavoro in questo territorio. Uno dei dati che più ci ha colpito è quello che fotografa la condizione delle donne laureate che, per trovare lavoro, devono necessariamente andare in altre regioni del Paese, per lo più al nord”.

Promossa dal dipartimento Politiche di Genere, che ha visto la partecipazione di delegate, dirigenti e funzionarie del sindacato regionale, l’assemblea è stata introdotta proprio dalla relazione del segretario generale regionale. “Oggi – ha ricordato Ricci – le donne vanno fuori dalla nostra regione per cercare lavoro di qualità, per una crescita non solo personale ma anche occupazionale. Insieme all’emigrazione giovanile, resta uno dei tasti dolenti che non siamo ancora riusciti a superare”.

Lara Ghiglione, Cgil: “Vogliamo la piena parità che nel nostro Paese purtroppo è ancora molto lontana”

“Dobbiamo promuovere la piena partecipazione delle donne a tutti i livelli e in tutti i contesti – ha detto la segretaria Cgil nazionale, Lara Ghiglione, che ha concluso i lavori dell’assemblea –, sia quelli amministrativi, istituzionali, sociali, associativi: la partecipazione delle donne è fondamentale. Qualche settimana fa abbiamo celebrato gli 80 anni dal voto delle donne, un passaggio che ha segnato la storia e l’ha cambiata radicalmente permettendo a tutte e tutti di acquisire nuovi diritti che fino ad allora non c’erano”.

“Oggi – ha proseguito – abbiamo bisogno di fare contrattazione e di permettere alle donne di migliorare la propria condizione perché esistono ancora divari importanti che riguardano il contesto di lavoro, ma ovviamente hanno ripercussioni anche sulla qualità della vita. Siamo qua – ha concluso – per condividere insieme a compagne e compagni una piattaforma rivendicativa che ovviamente proveremo ad allargare anche ad altre associazioni femministe che si occupano di diritti perché vogliamo ottenere la piena parità che nel nostro Paese purtroppo è ancora molto lontana”.