“Segnalare con urgenza qualsiasi iniziativa legata al mondo islamico nelle scuole”. È questa la richiesta avanzata dal dal Ministero dell'istruzione e del merito in una nota inviata agli Uffici scolastici regionali. Un'operazione che riapre il fronte di polemica sul ruolo della scuola pubblica, dopo che nel gennaio scorso una nota simile era stata inviata per individuare gli studenti palestinesi nelle aule italiane.
Il documento chiede ai dirigenti scolastici di segnalare incontri con imam, visite alle moschee, dibattiti e attività dedicate alla conoscenza della cultura islamica. Una richiesta che, secondo la Flc Cgil, va ben oltre un semplice monitoraggio amministrativo e rischia di trasformarsi in una forma di controllo sulle attività educative promosse dagli istituti.

Senza precedenti

Il sindacato della conoscenza della Cgil parla apertamente di un'iniziativa senza precedenti, destinata a colpire l'autonomia delle scuole e il principio della libertà di insegnamento. "Apprendiamo con grave preoccupazione della nota inviata dal Ministero. Dietro generici richiami a fatti di cronaca e a presunti elementi di interesse del dibattito pubblico, il Mim chiede di segnalare incontri con Imam, visite a moschee, dibattiti sul mondo islamico. Addirittura, in alcuni casi, si chiede ai dirigenti non solo di riferire sulle iniziative della propria scuola, ma anche di fornire informazioni su attività svolte da altre scuole del territorio".

Secondo il sindacato, il contenuto della nota non lascia spazio a interpretazioni: il Ministero starebbe chiedendo alle scuole di raccogliere informazioni su attività didattiche e culturali che rientrano pienamente nella loro autonomia.

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Controllo ideologico

È soprattutto questo aspetto a far scattare la protesta. Per la Flc la richiesta ministeriale introduce una logica di sorveglianza incompatibile con i principi costituzionali che regolano la scuola pubblica. "Questa iniziativa è un fatto gravissimo che respingiamo con forza. Si tratta dell’ennesima operazione di controllo ideologico che attacca frontalmente l’autonomia scolastica. Mobilitare gli Usr e i dirigenti per monitorare chi affronta tematiche interculturali evoca dinamiche di controllo del tutto estranee ai principi costituzionali".

La critica non riguarda soltanto il metodo, ma anche il messaggio che una simile iniziativa rischia di trasmettere. Per il sindacato, infatti, chiedere di censire esclusivamente le attività dedicate al mondo islamico finisce per alimentare un clima di sospetto proprio nei confronti di percorsi educativi che dovrebbero favorire conoscenza, inclusione e dialogo.

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Ritirare subito la nota

Per questo la Flc chiede al Ministero di fare un passo indietro e ritirare immediatamente il provvedimento. "Invece di promuovere dialogo e inclusione, il Ministero alimenta il sospetto e calpesta il pluralismo culturale che dovrebbe essere alla base della scuola della Costituzione. Chiediamo il ritiro immediato della nota e continueremo a difendere la libertà di insegnamento e l’autonomia delle istituzioni scolastiche. La scuola non è un luogo di schedature, ma di conoscenza e confronto."